Sabato 19 novembre 2025, un’operazione congiunta dei Carabinieri di Vercelli, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha portato all’arresto di un sessantatreenne milanese, figura di spicco nel panorama digitale e editoriale italiano, noto per la sua attività di divulgazione incentrata su presunti benefici terapeutici derivanti dall’uso di funghi allucinogeni contenenti psilocibina.
L’operazione, con implicazioni di vasta portata, ha messo fine a un’attività illecita che sfruttava una narrazione diluita sulla salute mentale e la spiritualità, mascherando un traffico di stupefacenti con gravi rischi per la salute pubblica.
L’indagine è stata innescata da un evento drammatico: il ritrovamento di una donna in stato confusionale e disorientato in una via provinciale.
La sua testimonianza, cruciale per l’avvio delle indagini, ha rivelato la partecipazione a un incontro in una struttura privata, durante il quale le era stata somministrata psilocibina.
La donna ha descritto un’esperienza angosciante, caratterizzata da malessere fisico, tentativo di fuga e temporanea privazione della libertà personale, elementi che hanno portato a una profonda revisione delle pratiche promosse dall’indagato.
L’attività investigativa ha svelato un’organizzazione complessa e ramificata, che prevedeva incontri regolari aperti a partecipanti provenienti da diverse regioni d’Italia.
L’indagato, in collaborazione con i proprietari della struttura ricettiva, creava un ambiente di apparente sicurezza e accettazione, sfruttando la crescente popolarità di pratiche alternative e l’interesse verso soluzioni “naturali” per il benessere psicologico.
Questa strategia, abilmente orchestrata, permetteva di eludere i controlli e di mantenere inalterata l’attività illecita.
Il culmine dell’operazione è stato raggiunto il 22 novembre, durante un nuovo incontro programmato.
L’uomo è stato sorpreso in possesso della sostanza stupefacente e immediatamente arrestato.
I proprietari della struttura sono stati segnalati per concorso in reato, evidenziando la loro consapevole partecipazione all’attività criminale.
Le perquisizioni domiciliari, eseguite a seguito dell’arresto, hanno portato al sequestro di un vero e proprio laboratorio clandestino, situato in un’abitazione romana utilizzata dall’indagato.
Il ritrovamento, definito “assolutamente raro” dalle autorità, includeva un ingente quantitativo di funghi allucinogeni freschi ed essiccati, compresse già pronte per la distribuzione e un sofisticato apparato per la coltivazione, l’essiccazione e la lavorazione.
L’entità del materiale sequestrato suggerisce un’organizzazione con ambizioni di ampliare il proprio raggio d’azione e consolidare la propria posizione nel mercato delle sostanze stupefacenti.
I Carabinieri hanno sottolineato l’importanza di comprendere i pericoli connessi all’uso di sostanze stupefacenti come la psilocibina.
Al di là delle promesse di benessere e crescita spirituale, la sostanza altera profondamente il sistema nervoso centrale, compromette la percezione della realtà e influisce sull’umore, esponendo gli utilizzatori a rischi imprevedibili e potenzialmente irreversibili, soprattutto in assenza di controlli farmacologici e di supervisione medica.
L’operazione mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sui pericoli legati all’uso di sostanze illegali e a contrastare la diffusione di narrazioni fuorvianti che minimizzano i rischi per la salute.





