Un tragico episodio di violenza domestica ha scosso la comunità di Marchirolo, in provincia di Varese, dove un cittadino cingalese di 48 anni è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio e maltrattamenti reiterati nei confronti della moglie.
L’arresto, effettuato dai Carabinieri della Compagnia di Luino, assume un significato particolarmente doloroso per essere maturato il 25 novembre, la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, una data che richiama l’attenzione su un problema sociale di vastissime proporzioni.
Le indagini, immediatamente avviate a seguito della chiamata di soccorso al 112, hanno ricostruito un quadro allarmante: un violento litigio, apparentemente scaturito da questioni banali, è degenerato in un’aggressione fisica brutale.
L’uomo, animato da impulsi incontrollati, ha picchiato la donna e, in un gesto di inaudita ferocia, ha tentato di strangolarla utilizzando un cavo elettrico, mettendo a repentaglio la sua vita.
La tempestività dell’intervento dei Carabinieri, resosi disponibili grazie alla segnalazione dei vicini, si è rivelata determinante.
L’uomo, dopo aver lasciato momentaneamente l’abitazione, è stato rintracciato e bloccato in flagranza mentre tentava di rientrare, interrompendo una spirale di violenza che avrebbe potuto avere conseguenze irreversibili.
La sua attuale detenzione in regime carcerario rappresenta un tentativo di proteggere la vittima e di garantire la sicurezza pubblica.
Questo caso, purtroppo, non è un evento isolato.
La storia personale dell’uomo, segnata da precedenti penali per aggressioni simili, con una condanna a due anni di reclusione patteggiata nel 2019, solleva interrogativi profondi sulle misure di prevenzione e di riabilitazione a cui dovrebbero essere sottoposti i soggetti violenti.
La recidività è un campanello d’allarme che indica una mancata presa in carico dei bisogni e delle problematiche alla radice della violenza.
L’episodio evidenzia, inoltre, la necessità di rafforzare i servizi di supporto alle donne vittime di violenza, promuovendo la loro autonomia e offrendo loro percorsi di uscita dalla condizione di dipendenza e paura.
La sensibilizzazione dell’opinione pubblica, la formazione di operatori specializzati e la creazione di una cultura del rispetto e dell’uguaglianza sono elementi imprescindibili per contrastare efficacemente un fenomeno che continua a infliggere ferite profonde nella società.
La Giornata Internazionale contro la violenza di genere, più che una commemorazione, deve rappresentare un monito costante e un impegno concreto per costruire un futuro libero dalla paura e dalla brutalità.





