Samorì a Capodimonte: Fragilità Classica e Rinascita Barocca

Rinascita Barocca e Fragilità del Classico: Nicola Samorì a CapodimonteLa sala Causa del Museo di Capodimonte si rinnova, aprendo le sue porte con una mostra di profondo impatto: “Nicola Samorì – Classical Collapse”, un progetto dialogico con la Pinacoteca Ambrosiana di Milano, che si protrarrà fino al marzo del 2026.
L’iniziativa non è solo una presentazione di opere contemporanee, ma una rilettura stratificata della storia dell’arte, un’indagine sulla persistenza della memoria e sulla precaria natura della bellezza.

Quaranta opere di Nicola Samorì, artista forlivese nato nel 1977, si confrontano e si intrecciano con capolavori della collezione museale, opere di maestri quali Pontormo, Parmigianino, Ribera ed El Greco.
Il percorso espositivo si articola attorno al tema della pelle, intesa come superficie pittorica, involucro del corpo umano e metafora della fragilità esistenziale.
La pelle diviene, così, un elemento di rottura, un punto di accesso privilegiato per sondare le profondità dell’animo umano e la natura effimera dell’opera d’arte.

L’eco del barocco napoletano, con la sua carica emotiva e la sua teatralità, risuona profondamente in questa mostra.

Opere come “Apollo e Marsia” di Ribera e Giordano, o la “Lucrezia” di Parmigianino, vengono riletti attraverso la lente del contemporaneo, subendo un processo di “scorticatura”, un’esposizione delle loro viscere, delle loro imperfezioni, rivelando la precarietà della loro apparente perfezione.
Samorì non offre una semplice replica, ma una reinterpretazione che svela l’architettura sottostante, le tensioni latenti.

La mostra, con le sue sedi a Napoli e Milano, ambisce a creare un ponte tra il Sud e il Nord dell’Italia, stimolando un dialogo tra due realtà culturali spesso distanti.

L’artista, con la sua opera, propone una serie di antinomie: materia e illusione, silenzio e ritmo, creazione e distruzione, presenza e assenza, passato e futuro, corpo e spirito.
Questi dualismi invitano lo spettatore a una riflessione profonda sull’essenza dell’arte, sul suo rapporto con la realtà e sulla condizione umana.

La sala Causa, un ambiente ipogeo di 600 metri quadrati, è stata oggetto di un importante restauro e rifunzionalizzazione.
I lavori hanno interessato sia gli spazi architettonici, ampliando le aree espositive e di deposito, sia gli impianti, con l’introduzione di un sistema di illuminazione LED di ultima generazione, impianti di climatizzazione con monitoraggio termoigrometrico, un sistema antincendio all’avanguardia e una rete dati performante.

Questo intervento mirava a creare un ambiente ideale per la fruizione dell’arte, garantendo la conservazione delle opere e offrendo un’esperienza immersiva per il visitatore.
La curatela, affidata a Demetrio Paparoni, Alberto Rocca e Eike Schmidt, ha perseguito l’obiettivo di presentare un’interpretazione innovativa del patrimonio artistico, in un’epoca in cui la tradizione rischia di essere banalizzata o rifiutata.

“Classical Collapse” si configura come un’alternativa radicale, proponendo un’arte che non si limita a celebrare il passato, ma lo interroga, lo decostruisce, lo rinnova.
Si tratta di un invito a sviluppare uno sguardo critico, capace di cogliere le contraddizioni e le complessità del mondo che ci circonda.
L’opera di Samorì, in questo contesto, si rivela un catalizzatore di riflessioni profonde, un invito a guardare oltre la superficie, a interrogare le radici della nostra cultura e a confrontarci con la fragilità della condizione umana.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap