Sudario a Trieste: 18.457 nomi, un grido per Gaza.

Un imponente sudario, un drappo di 25 metri di lunghezza e 7,5 di larghezza, si è dispiegato nel Parco della Rimembranza, sul colle di San Giusto a Trieste, in una toccante veglia per la Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese.

L’opera, promossa dalle associazioni Odv Salaam Ragazzi dell’Olivo, Carnia per la Pace, Comitato Pace, Convivenza e Solidarietà Danilo Dolci, non è un semplice tessuto, ma un monumentale registro della perdita: incisa in calligrafia a mano, riporta i nomi di 18.457 minori palestinesi deceduti a Gaza dal 7 ottobre 2023 a luglio 2025.

Un numero, lo sottolineano gli organizzatori, destinato a crescere in maniera drammatica.

La cerimonia, presidiata dalle forze dell’ordine, ha visto alternarsi momenti di riflessione e letture artistiche, animati da un profondo senso di urgenza e indignazione.

Al di là della commozione suscitata dall’opera stessa, l’iniziativa si configura come un atto politico di forte denuncia.

Lorella Bucci, presidente di Odv Salaam Ragazzi dell’Olivo – Trieste, ha espresso con chiarezza la ragione di questa potente manifestazione: rivendicare l’applicazione del diritto internazionale e la tutela dei diritti fondamentali del popolo palestinese, diritti che, attualmente, appaiono sistematicamente violati, inclusa la possibilità di autodeterminazione.

La presidente ha espresso un giudizio critico sulla tregua di inizio ottobre, definendola “iniqua” e insufficiente a garantire una protezione adeguata alla popolazione civile.

L’opera di Carnia per la Pace, con la sua lista impressionante di nomi, è presentata come un memento, un’evocazione tangibile della tragedia che si sta consumando.
“Ci vorrebbero almeno due drappi di queste dimensioni per contenere tutti i nomi,” ha affermato Bucci, evidenziando l’incommensurabilità del dolore e della perdita.

L’obiettivo primario di questa iniziativa, dunque, non è solo commemorare le vittime, ma agitare le coscienze, sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare un intervento concreto da parte degli Stati, dei governi, delle organizzazioni internazionali e del settore privato.
Il sudario, in definitiva, è concepito come un’impronta indelebile nella memoria collettiva, un monito costante contro l’oblio e l’indifferenza, e un potente simbolo per contrastare la narrazione dominante e denunciare ciò che molti definiscono un genocidio.
L’opera si propone come un appello all’azione, un invito a non lasciare che questa tragedia si ripeta, a costruire un futuro di pace e giustizia per il popolo palestinese.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap