Matera, capitale del tartufo bianco: un’asta internazionale per il gusto e la solidarietàDalla suggestiva cornice di Matera, città simbolo della Basilicata, si è recentemente conclusa un’asta di tartufo bianco pregiato che trascende i confini regionali, proiettandosi in una dimensione internazionale.
Questa iniziativa, frutto di una visione condivisa tra ristoratori lucani e una rete di eccellenze gastronomiche dislocate a Washington, Hong Kong e Berlino, rappresenta un’inedita sinergia tra promozione del territorio e impegno sociale.
Il ricavato, infatti, sarà interamente devoluto a progetti di beneficenza, ampliando l’impatto positivo dell’evento.
L’asta non è solo un’occasione per ammirare e acquisire un prodotto d’eccezionale pregio, ma anche un’opportunità per illuminare altre aree della Basilicata che da tempo investono con passione nel settore tartufigeno.
In particolare, si guarda alla Valle del Serrapotamo e al Comune di Carbone, aree che necessitano di visibilità e supporto per valorizzare il proprio patrimonio.
L’evento si è inserito nel contesto più ampio della candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’umanità, sottolineando il ruolo cruciale che prodotti come il tartufo bianco giocano nell’identità culturale del nostro Paese.
Numerose figure di spicco hanno partecipato alla manifestazione, tra cui Peppone Calabrese, volto noto di “Linea Verde”, e la conduttrice Rai Bianca Luna Santoro, che hanno animato il dibattito con vivaci interazioni.
Presenti anche il Presidente della Provincia, il Sindaco di Matera e il Presidente dell’Associazione Nazionale “Città del Tartufo”, insieme al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha esortato tutti gli attori coinvolti a credere nel potenziale del tartufo lucano.
L’Assessore regionale alle Politiche agricole, Carmine Cicala, ha evidenziato come la collaborazione tra soggetti pubblici e privati sia fondamentale per la costruzione di una filiera solida e sostenibile.
L’obiettivo è creare un ecosistema in cui agriturismi, albergatori e ristoratori lavorino in sinergia, trasformando il tartufo in un motore di attrazione turistica.
Questo approccio strategico mira a rivitalizzare le aree rurali, contrastando lo spopolamento che le ha afflitte negli ultimi decenni.
L’iniziativa si propone quindi come un vero e proprio progetto di sviluppo territoriale, capace di sostenere gli operatori del settore, valorizzare le diverse aree della regione e rafforzare l’identità lucana, testimoniando l’importanza di preservare e promuovere le tradizioni gastronomiche come patrimonio inestimabile da tramandare alle future generazioni.
La sinergia tra produzione, distribuzione e promozione si configura come la chiave per un futuro sostenibile e prospero per il territorio e per tutti coloro che vi operano.






