Il trasferimento è ufficialmente in corso.
Nathan, genitore di tre minori temporaneamente allontanati dall’abitazione di Palmoli in seguito a provvedimento d’urgenza disposto dal Tribunale per i Minori di L’Aquila, ha intrapreso oggi la prima fase di un percorso delicato: l’organizzazione del nuovo alloggio.
Accompagnato dall’ordinanza che ne prevede il ricollocamento, assieme alla madre, Catherine, in una struttura di accoglienza, Nathan si è dedicato al trasporto dei beni essenziali con il suo furgone bianco.
La destinazione è un casolare di proprietà di Armando Carusi, ristoratore di Ortona, affettuosamente soprannominato “Nonna Gemma”.
Questa struttura, offerta in forma di supporto, rappresenta una tappa intermedia in un processo più ampio, volto a garantire la sicurezza e il benessere dei minori coinvolti.
L’azione del Tribunale dei Minori, motivata da preoccupazioni specifiche riguardanti la tutela dei bambini, ha ritenuto necessario separare temporaneamente la famiglia, garantendo loro un contesto di protezione e supervisione.
Il trasloco, al di là del mero spostamento di oggetti, simboleggia un cambiamento profondo e complesso.
Riflette la fragilità di un nucleo familiare sottoposto a scrutinio giudiziario e la necessità di una riorganizzazione, una ricostruzione di un equilibrio precario.
La presenza del casolare di “Nonna Gemma” suggerisce un tentativo di creare un ambiente accogliente e rassicurante, in grado di mitigare l’impatto emotivo di questa separazione forzata.
L’azione del Tribunale non implica una condanna, ma un intervento volto a preservare i diritti dei minori e a fornire loro un ambiente stabile e sicuro.
Il trasferimento in una casa-famiglia rappresenta un’opportunità per fornire supporto genitoriale, monitorare le dinamiche familiari e, auspicabilmente, predisporre un percorso di reinserimento che garantisca la riconciliazione e la restituzione dei bambini alla sfera familiare, una volta superati i motivi di preoccupazione che hanno portato a questo provvedimento.
L’iniziativa di Carusi, con l’offerta del casolare, testimonia, inoltre, un impegno della comunità locale a sostenere situazioni di vulnerabilità, offrendo un segno di solidarietà in un momento di profonda incertezza.
Il futuro, al momento, è sospeso tra il carico del furgone bianco e la speranza di un ricongiungimento sereno.






