domenica 31 Agosto 2025
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Lombardia, sprint all’autonomia differenziata: focus sulla sanità.

La Lombardia prosegue con determinazione il percorso verso una più ampia autonomia differenziata, delineando una strategia negoziale che punta a concretizzare risultati tangibili già nella seconda metà dell’anno.

L’obiettivo, come confermato dall’incontro tra il Presidente della Regione, Attilio Fontana, e il Ministro per le Autonomie, Roberto Calderoli, è quello di siglare accordi vincolanti su aree specifiche di competenza, definite “materie non Lep” (Legislazione Edilizia e Paesaggistica), che includono la protezione civile, la regolamentazione delle professioni, la previdenza complementare integrativa e, con particolare enfasi, il settore sanitario.
L’accelerazione in ambito sanitario assume un significato strategico.

La Regione lombarda, infatti, mira a riappropriarsi di un maggiore controllo sulle risorse e sulle modalità di erogazione dei servizi, con l’intento di ottimizzare l’efficienza e rispondere in maniera più adeguata alle esigenze della popolazione.

In questo contesto, la definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresenta un punto di partenza cruciale per definire i parametri entro i quali la Regione potrà esercitare la propria autonomia gestionale.

L’autonomia differenziata in sanità non è concepita solo come un esercizio formale di trasferimento di competenze, ma come un’occasione concreta per affrontare alcune delle sfide strutturali che affliggono il sistema lombardo.

Tra queste, spicca la problematica della competitività salariale, particolarmente sentita nel personale medico e infermieristico, che si trova a competere con i livelli retributivi più elevati offerti dal mercato del lavoro svizzero.
Un intervento mirato in questo senso potrebbe contribuire a ridurre il fenomeno della fuga di talenti e a garantire un adeguato ricambio generazionale nel settore.

Altrettanto importante è la questione delle liste d’attesa, un nodo cruciale che incide negativamente sulla percezione della qualità del servizio sanitario.
L’autonomia differenziata offre alla Regione la possibilità di sperimentare nuove soluzioni organizzative e gestionali, orientate a migliorare l’efficienza dei percorsi diagnostico-terapeutici e a ridurre i tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni.
Ciò implica, ad esempio, la possibilità di sperimentare modelli di organizzazione innovativi, come la telemedicina o la gestione percorsi integrati tra ospedale e territorio.

In definitiva, l’approccio della Lombardia all’autonomia differenziata si caratterizza per un pragmatismo orientato al risultato, con l’obiettivo di tradurre le aspirazioni di autonomia in miglioramenti concreti per i cittadini lombardi, attraverso una gestione più flessibile ed efficiente delle risorse sanitarie e un’attenzione particolare alle specifiche esigenze del territorio.

La ripresa dei negoziati segna un passo significativo verso la realizzazione di questo ambizioso progetto.

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