venerdì 29 Agosto 2025
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Nautica Italiana: Crescita Esponenziale e Nuovo Pilastro dell’Economia

L’industria nautica italiana sta vivendo una trasformazione epocale, ridefinendo il suo peso strategico all’interno del panorama economico nazionale.
Le proiezioni più recenti, corroborate da dati provenienti da Cassa Depositi e Prestiti e corroborate ulteriormente da analisi della Fondazione Edison, indicano un’evoluzione significativa: nel 2024, il segmento del diporto nautico è destinato a superare la quota del 52% delle esportazioni totali del settore, un dato che lo porterà a sorpassare persino il volume di affari del colosso Fincantieri.
A sottolineare questo cambiamento di paradigma è Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica, intervenuto durante il convegno “Economia del Mare” organizzato dal Sole 24 Ore a Genova.
Questa crescita esponenziale non è un mero fenomeno settoriale; essa si rivela un propulsore cruciale per l’intera economia italiana.

L’industria nautica, lungi dall’essere un comparto isolato, è stata elevata a pilastro centrale, a testimonianza del suo contributo all’innovazione, all’occupazione e alla crescita del Made in Italy.
L’inserimento nel “Libro Bianco del Made in Italy” del ministro Urso, a fianco delle tradizionali eccellenze industriali (le storiche “quattro A”, con una, quella dell’automotive, che ha subito una contrazione), e all’interno della categoria dei “nuovi surplus” – insieme ai settori alimentare e farmaceutico – ne conferma il ruolo strategico.

Questa evoluzione mette in luce un errore di prospettiva diffuso: considerare la nautica semplicemente come una componente secondaria dell’economia del mare.

In realtà, il settore del diporto nautico non è un dettaglio marginale, ma un elemento chiave per comprendere le dinamiche in atto e per valorizzare il potenziale di crescita del sistema Paese.

L’importanza del diporto si manifesta non solo in termini di esportazioni e produzione, ma anche nella creazione di un ecosistema di competenze specialistiche, di ricerca e sviluppo, e di servizi correlati che contribuiscono alla competitività dell’Italia nel mondo.

La sua crescita alimenta una rete di imprese, artigiani e professionisti, generando un effetto moltiplicatore che si estende ben oltre i confini dei cantieri navali, impattando positivamente su settori come il turismo, i servizi finanziari e la logistica.

Riconoscere questa centralità significa adottare politiche mirate per favorire l’innovazione, la sostenibilità e la formazione di nuove competenze, garantendo così la continuità di un successo che si preannuncia duraturo e capace di plasmare il futuro dell’economia italiana.

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