sabato 30 Agosto 2025
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Gruppo8 e Sofalegname: Lavoro in Frantumi, Accordi Mesi in Discussione.

A dieci giorni dalla firma dell’accordo in Prefettura a Forlì, un clima di profonda incertezza e frustrazione avvolge i lavoratori di Gruppo8 e Sofalegname.
Il sindacato Sudd Cobas denuncia con fermezza il mancato rispetto degli impegni presi, dipingendo uno scenario che solleva seri interrogativi sulla serietà delle intenzioni aziendali e il rischio di un’operazione fraudolenta ai danni di lavoratori e territorio.
Il quadro presentato dal sindacato è allarmante: l’attivazione degli ammortizzatori sociali, strumento cruciale per la gestione transitoria e il sostegno al reddito dei lavoratori, è rimasta inattiva.

La ripresa delle attività produttive, lungamente attesa e propugnata come obiettivo prioritario, non si è concretizzata.
Ancora più grave, l’azienda non ha erogato gli stipendi di giugno, generando un disagio economico immediato e tangibile per le famiglie coinvolte.
La chiusura improvvisa e non comunicata dello stabilimento di via Meucci, cuore del reparto falegnameria, ha aggiunto ulteriore tensione, privando i lavoratori di qualsiasi prospettiva di lavoro a breve termine.

Le commesse, pur esistenti, non vengono allocate per favorire la ripresa interna, bensì vengono dirottate verso terzisti esterni, una pratica che, secondo Sudd Cobas, configura un deliberato aggiramento degli accordi e una svalutazione del capitale umano locale.
L’osservazione di un costante flusso di veicoli che lasciano lo stabilimento, carichi di materiali e semilavorati, alimenta il sospetto di una progressiva sottrazione di risorse, con l’obiettivo di svuotare lo stabilimento e, di fatto, prefigurare una futura delocalizzazione.
L’accordo siglato dieci giorni prima, frutto di diciassette giorni di lotta sindacale e di un’intensa mediazione, aveva previsto misure concrete per scongiurare il trasferimento della produzione in Cina: un blocco dei licenziamenti per sei mesi, l’attivazione di un contratto di solidarietà che avrebbe attutito l’impatto della crisi, e un impegno formale alla riqualificazione e al rilancio produttivo.
L’inazione attuale, secondo il sindacato, non solo viola palesemente gli impegni assunti, ma mina la credibilità delle istituzioni e la fiducia dei lavoratori.
Sudd Cobas sottolinea che la condotta di Gruppo8 non danneggia solamente i lavoratori, ma un intero tessuto economico e sociale.

Il territorio, che ha investito risorse e speranze in questa azienda, si trova ora di fronte alla concreta possibilità di perdere posti di lavoro e di subire un impoverimento strutturale.

Il sindacato esorta quindi Prefettura e Regione Emilia-Romagna a intervenire con decisione, non solo per tutelare i diritti dei lavoratori, ma per salvaguardare la dignità e il futuro di un’intera comunità.
Si dichiara pronto a riprendere immediatamente la mobilitazione, rivendicando il pagamento immediato degli stipendi arretrati, la formalizzazione del contratto di solidarietà e la ripresa delle attività produttive in entrambi gli stabilimenti, come un atto di giustizia e un segnale di speranza per il futuro.

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