Nell’ambito di un’intensificazione dei controlli volti a contrastare l’evasione e l’elusione fiscale, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Genova ha condotto un’indagine approfondita nei confronti di una digital content creator, figura emergente nel panorama economico digitale e sempre più rilevante per le casse dello Stato.
L’attività, scaturita dalla necessità di applicare correttamente la normativa fiscale a nuove forme di reddito generate dall’economia della creator economy, ha focalizzato l’attenzione sulle modalità di percezione dei compensi derivanti dalla pubblicazione di contenuti multimediali su piattaforme social come Onlyfans.
L’indagine, eseguita dalla Compagnia di Chiavari, ha coinvolto un’analisi complessa e multidisciplinare, che ha attraversato i flussi finanziari del soggetto, incrociando dati provenienti dai conti correnti bancari, consultando banche dati specializzate e sfruttando le informazioni disponibili pubblicamente sul web.
L’obiettivo era ricostruire con precisione l’origine e la natura dei flussi di denaro percepiti dalla creator, spesso provenienti direttamente dalla sede amministrativa estera di Onlyfans.
La difficoltà principale risiedeva nell’individuazione precisa della qualificazione giuridica dell’attività svolta.
I servizi offerti, che includono la produzione e la distribuzione di contenuti esclusivi – fotografie, video, interazioni in chat, dirette streaming – per abbonati o acquirenti singoli, sono stati inequivocabilmente ricondotti nell’ambito di un’attività di lavoro autonomo di tipo artistico-professionale.
Tale classificazione, cruciale per la corretta applicazione delle imposte, ha permesso di quantificare l’ammontare dei redditi non dichiarati, stimato in circa 55.000 euro nell’arco di quattro anni.
Le infrazioni accertate riguardano la presentazione di dichiarazioni dei redditi incomplete e non veritiere, con conseguente violazione delle normative fiscali dirette, e l’omissione di fatturazione per l’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto).
Questo comportamento comporta responsabilità amministrative di notevole entità e sottolinea l’importanza di una corretta gestione contabile e fiscale anche per figure professionali che operano in settori innovativi e spesso transnazionali.
Il caso evidenzia, inoltre, la necessità di una costante evoluzione degli strumenti di controllo e di una maggiore consapevolezza fiscale da parte dei creatori di contenuti digitali, spesso giovani e poco avvezzi alle complessità del sistema tributario.
L’operazione si inserisce in un quadro più ampio di monitoraggio e contrasto all’evasione fiscale nell’era digitale, un fenomeno in continua evoluzione che richiede un approccio sempre più sofisticato e mirato.