sabato 30 Agosto 2025
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Potenza

Emergenza alimentare a Potenza: famiglie al limite, serve aiuto concreto.

L’emergenza alimentare a Potenza: un quadro di vulnerabilità che richiede un cambio di passo istituzionale.

I recenti dati di Federconsumatori Basilicata, relativi all’evoluzione dei prezzi a Potenza nei primi sei mesi del 2025, dipingono un quadro allarmante.

Sebbene l’inflazione mostri segnali di rallentamento, l’impatto sulle famiglie più deboli è tutt’altro che marginale, sottolinea Marina Buoncristiano, direttore della Caritas diocesana di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo.
Non si tratta di numeri astratti, ma di una realtà tangibile che si traduce in scelte impensabili per molti cittadini.

L’incremento, seppur apparentemente contenuto in termini percentuali, dei costi di alimenti di primaria necessità come carne, pesce, latticini e caffè – voci di spesa significative per il bilancio familiare – sta mettendo a dura prova la capacità di sostentamento di anziani soli, famiglie monoreddito e lavoratori precari.
La Caritas, in prima linea nell’assistenza, è quotidianamente testimone di questo disagio crescente, dove anche chi percepisce un reddito, si trova a dover fare i conti con un’irrefrenabile corsa al chiuso.
Dietro ogni variazione statistica si celano rinunce dolorose: la scelta tra nutrirsi adeguatamente e accedere a cure mediche di base, tra l’acquisto di beni di prima necessità e l’istruzione dei figli.
La spesa reale delle famiglie non si conforma a medie o indici.
Si tratta di un complesso intreccio di fattori economici, sociali e personali che rendono i numeri inadeguati a rappresentare la difficoltà vissuta da chi si trova a vivere ai margini.
L’attuale misura “Dedicata a te” e la delegazione dei servizi di assistenza alimentare a enti del terzo settore rappresentano soluzioni parziali, insufficienti a fronteggiare la portata del problema.
È imperativo un cambio di paradigma, un approccio più strutturale e incisivo.

È necessaria un’alleanza strategica, un patto di responsabilità che coinvolga attivamente le istituzioni pubbliche, il mondo economico produttivo, gli enti di volontariato e le associazioni del terzo settore.
Questo ecosistema collaborativo deve convergere verso un obiettivo comune: garantire a ciascun cittadino l’accesso a un’alimentazione dignitosa, sana e sufficiente, promuovendo al contempo il diritto fondamentale alla sicurezza alimentare.

La Caritas diocesana continuerà a svolgere il suo ruolo di supporto e di ascolto, ma è essenziale che le politiche pubbliche si confrontino con la realtà sul campo, riconoscendo la gravità della situazione e implementando misure concrete e durature.

La resilienza della comunità dipende dalla capacità di affrontare questa sfida con determinazione e lungimiranza, costruendo un futuro in cui nessuno sia lasciato indietro.

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