sabato 30 Agosto 2025
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Tragedia in Trentino: Donna di 62 anni muore sul Sentiero dell’Orso

Un tragico incidente ha spezzato la serenità della Val Rendena, in Trentino, privando di una vita una donna di 62 anni, residente a Rimini, mentre percorreva il Sentiero dell’Orso, uno dei percorsi escursionistici più apprezzati e frequentati che collegano Madonna di Campiglio a Malga Vallesinella alta.

L’evento, verificatosi in un contesto montano impegnativo, solleva interrogativi cruciali sulla sicurezza in alta quota e sulla vulnerabilità umana di fronte alla potenza della natura.
La dinamica, ricostruita dalle autorità e dal Soccorso alpino trentino, ha visto l’escursionista perdere l’equilibrio, presumibilmente a causa di una impervia pendenza o di un terreno instabile, innescando una caduta rovinosa lungo un versante a strapiombo.
Il percorso, di circa 150 metri, si è concluso con l’impatto contro un sentiero secondario, ma le conseguenze sono state fatali.

La drammaticità della situazione è stata amplificata dalla sofferenza del figlio, presente al momento dell’incidente, che ha cercato invano di prestare soccorso.
La chiamata di emergenza al 112, tempestiva ma angosciante, ha mobilitato immediatamente le risorse di soccorso.
Un secondo allarme è giunto da altri escursionisti che, lungo il sentiero sottostante, si sono scontrati con la cruda realtà dell’accaduto, testimoniando un evento che ha segnato profondamente la comunità montana.

La Centrale unica di emergenza, dopo una rapida valutazione della situazione, ha richiesto l’intervento dell’elicottero, mezzo indispensabile per raggiungere il luogo remoto e impervio.

Contemporaneamente, una squadra di operatori della Stazione Madonna di Campiglio del Soccorso alpino e speleologico Trentino si è diretta a terra, affrontando un terreno difficile e ripidi pendii.
L’équipe medica, sbarcata con l’elicottero, ha tentato disperate manovre di rianimazione, un’agonia pubblica interrotta solo dalla constatazione dell’irreversibilità del trauma.
La rimozione del corpo, dopo l’autorizzazione delle autorità competenti, ha richiesto ulteriori operazioni aeree, testimonianza della difficoltà di accesso al luogo dell’incidente.
L’evento non solo rappresenta una perdita personale per la famiglia e gli amici della donna, ma anche un monito per tutti gli appassionati di montagna: il rispetto per l’ambiente alpino, la preparazione adeguata, l’attrezzatura appropriata e la consapevolezza dei rischi intrinseci alla pratica escursionistica sono elementi imprescindibili per garantire la sicurezza e la salvaguardia della vita in alta quota.

L’episodio invita, inoltre, a una riflessione più ampia sulla gestione dei sentieri di montagna, sulla loro manutenzione e sulla necessità di implementare misure preventive volte a ridurre il rischio di incidenti.

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