venerdì 29 Agosto 2025
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Gaza, un grido di dolore: bambini al fronte, appello per la pace.

La sofferenza infantile a Gaza risuona profondamente nel tessuto sociale israeliano, così come l’atrocità degli eventi del 7 ottobre 2023 agisce come un trauma collettivo per la popolazione palestinese.
L’evacuazione dei bambini in stato di bisogno e delle loro famiglie da Gaza verso l’Italia rappresenta un fragile barlume di speranza, un’emergenza umanitaria che rivela l’urgenza di un impegno più ampio.

Migliaia di infanzia restano ancora in pericolo, intrappolate in un contesto di violenza e privazione.
Un cessate il fuoco, una tregua sostenibile, potrebbe aprire finestre cruciali per offrire assistenza vitale e creare le condizioni per una risoluzione pacifica.

Padre Ibrahim Faltas, voce autorevole per la Custodia di Terra Santa e testimone diretto della realtà sul campo, descrive uno scenario devastante: un paesaggio segnato da morte, distruzione, silenzio opprimente e, tragicamente, da una complicità tacita di coloro che avrebbero la responsabilità di intervenire.

La sua testimonianza sottolinea una profonda disillusione, un grido di dolore per l’inerzia che perpetua la spirale di violenza.
Padre Faltas suggerisce, con fermezza, l’importanza di un gesto concreto come una missione ufficiale del Presidente della CEI, un atto simbolico che rafforzerebbe il legame di solidarietà con la Terra Santa e solleciterebbe con forza la ricerca di un accordo di pace, ponendo fine all’insensata escalation del conflitto.

Riaffermando la necessità di perseguire la soluzione dei “due popoli, due Stati”, Padre Faltas articola un principio fondamentale: il diritto alla sicurezza per il popolo israeliano, il diritto all’autodeterminazione e al riconoscimento per il popolo palestinese, custode di una storia millenaria in una terra ancestrale.

Non si tratta di rivendicazioni ideologiche, ma di premesse imprescindibili per una convivenza pacifica e duratura.
La speranza di una conclusione imminente a questa tragedia rimane un desiderio fervente.

Dal 7 ottobre 2023, due popoli sono tormentati da un dolore incommensurabile.
Israele attende con angoscia il ritorno degli ostaggi, mentre la popolazione palestinese, esaurita dalle sofferenze, invoca ardentemente la pace.
È assordante la distanza tra la realtà devastante che si consuma a Gaza e la risposta, spesso apatica, delle leadership mondiali.
Padre Faltas lancia un appello pressante: non possiamo distogliere lo sguardo, dobbiamo coltivare la capacità di vedere il mondo attraverso gli occhi dei bambini di Gaza, degli innocenti vittime di tutte le guerre.

Dobbiamo interrogarci, con onestà radicale, se abbiamo fatto tutto ciò che era umanamente possibile per promuovere la giustizia, la compassione e la pace, non solo a parole, ma con azioni concrete.

L’imperativo morale è chiaro: la pace non è un’utopia irraggiungibile, ma un dovere imprescindibile.

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