venerdì 29 Agosto 2025
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Bologna

Conservifici al collasso: scoperte gravi irregolarità e rischio botulismo.

Un’indagine a latere di controlli alimentari ordinari ha portato alla luce una situazione allarmante in un’azienda agricola specializzata nella produzione e commercializzazione di conserve, rivelando gravi irregolarità che mettono a rischio la salute pubblica.

I Nas di Bologna, nell’ambito della campagna “Estate Tranquilla 2025” – un’iniziativa intensificata a seguito di recenti episodi di botulismo che hanno sollevato la consapevolezza sui pericoli legati alla conservazione degli alimenti – hanno scoperto un magazzino colmo di centinaia di contenitori in vetro, molti dei quali riutilizzati in modo improprio e in condizioni igieniche discutibili.
La quantità di prodotto stoccato era considerevole: oltre 1500 vasetti e bottiglie contenenti confetture e succhi di frutta, risalenti a diversi anni (2010, 2012 e 2018), in gran parte privi delle necessarie etichette, un elemento cruciale per la tracciabilità e l’informazione al consumatore.
La mancanza di etichettatura rappresenta una violazione non solo normativa, ma anche un ostacolo all’identificazione e al richiamo di prodotti potenzialmente pericolosi in caso di problemi.
Le irregolarità non si limitano alla gestione degli imballaggi e alla datazione del prodotto.
L’ispezione ha evidenziato una profonda carenza nelle procedure di pastorizzazione, un processo termico fondamentale per eliminare spore batteriche, inclusa quella del *Clostridium botulinum*, responsabile della temibile tossina botulinica.

Le tecniche utilizzate si sono rivelate completamente inadeguate, esponendo i consumatori a un rischio inaccettabile.

L’ambiente di lavoro e stoccaggio presentava condizioni igieniche inaccettabili: sporcizia incrostata, accumuli di polvere, ragnatele e persino presenza di guano, indicatori di una totale mancanza di rispetto delle norme di sicurezza alimentare.

La situazione era ulteriormente aggravata dalla scoperta di passata di pomodoro preparata in modo rudimentale, cotta in un paiolo di rame arrugginito alimentato da legname di pallet dismesso – un metodo di preparazione che introduce contaminanti e non garantisce una cottura uniforme.
Il sequestro amministrativo di 674 chilogrammi di conserve, stimato in un valore di oltre 15.000 euro, ha siglato la conclusione della fase di accertamento.
L’Autorità Sanitaria Locale (Ausl) è stata immediatamente informata e ha disposto la sospensione totale dell’attività di produzione, stoccaggio e commercializzazione, con un impatto economico stimato in circa 150.000 euro.
Le sanzioni amministrative pecuniarie, per un totale di 4.500 euro, rappresentano una conseguenza diretta delle violazioni riscontrate, ma non esauriscono l’importanza di un intervento più ampio che coinvolga una revisione delle procedure aziendali e una formazione del personale in materia di sicurezza alimentare.
L’episodio solleva interrogativi importanti sulla necessità di rafforzare i controlli e sensibilizzare gli operatori del settore sull’importanza di adottare pratiche corrette per garantire la sicurezza alimentare e tutelare la salute dei consumatori.

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