domenica 31 Agosto 2025
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Turismo in Basilicata: Transizione e Sfide per il 2025

Nel panorama turistico lucano, il 2025 si configura come un anno di transizione significativa, evidenziato dall’analisi dei Codici Identificativi Nazionali (CIN) rilasciati.
Al 26 agosto, la Basilicata ha registrato l’assegnazione di 3.225 CIN, ripartiti tra Matera (1.894) e Potenza (1.331).

Un dato apparentemente positivo, che però rivela un’evoluzione complessa nel tessuto dell’ospitalità regionale.

Mentre gli alberghi rappresentano una quota minoritaria (meno del 25%), la preponderanza delle strutture ricettive extralberghiere, delle locazioni turistiche e dei BeB non professionali sottolinea una trasformazione profonda.

Questa tendenza, confermata dai dati ministeriali e sottolineata dal presidente di Federalberghi Confcommercio Potenza, Michele Tropiano, riflette un fenomeno più ampio che va oltre la semplice conformità alla nuova normativa nazionale.
La copertura del 97% delle 3.324 strutture ufficialmente registrate (con una distribuzione simile tra Matera e Potenza) testimonia un impegno significativo da parte degli operatori lucani nell’adeguamento alle disposizioni del CIN, consolidando la leadership regionale in questo ambito, già iniziata nel 2024.
Questo successo è il risultato di una sinergia proficua tra gli Apt, le strutture ricettive, le associazioni di categoria e un’efficace collaborazione tra Ministero, Regione e operatori del settore.
Tuttavia, Federalberghi evidenzia una preoccupazione: i dati lucani non sono un caso isolato, bensì rispecchiano un cambiamento strutturale nel turismo italiano, un passaggio da un modello basato sulla creazione di valore a una logica di rendita.

L’introduzione del CIN ha portato alla luce un vasto “sottobosco” di offerte ricettive precedentemente inesplorate, rivelando una frammentazione che va oltre la semplice concorrenza asimmetrica tra strutture tradizionali e affitti brevi, spesso penalizzate da costi operativi più elevati e dalla mancanza di incentivi fiscali equivalenti.
Questa eccessiva dispersione dell’offerta non solo crea distorsioni nella competizione, ma ostacola anche la formulazione di una strategia turistica coerente e la promozione di innovazione, con possibili ripercussioni negative sulla vitalità dei centri abitati.

Il rischio è quello di una progressiva “spersonalizzazione” dell’offerta turistica, a favore di soluzioni standardizzate e poco attrattive per un turismo di qualità.

Pertanto, Federalberghi lancia un appello urgente alle istituzioni: per garantire uno sviluppo turistico sostenibile e scientificamente fondato, è necessario un intervento normativo che regolamenti in modo efficace le locazioni turistiche, attualmente disciplinate solo dal Codice Civile, e fornisca ai Comuni gli strumenti urbanistici necessari per gestire l’espansione delle stesse, prevenendo fenomeni di eccessiva concentrazione e di impatto negativo sul tessuto urbano e sociale.

Si tratta di un investimento cruciale per il futuro del turismo lucano, volto a preservare l’identità culturale e il valore intrinseco del territorio.

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