La vicenda di Abramo Customer Care incide profondamente nel tessuto socio-economico calabrese, rivelando una fragilità sistemica che va ben oltre la mera questione occupazionale.
Non si tratta semplicemente di mille posti di lavoro a rischio, ma di mille nuclei familiari, mille storie individuali intrecciate in un rapporto di fiducia con un’azienda che, improvvisamente, si è trovata sull’orlo del collasso.
L’immagine evocata dal Presidente Occhiuto, quella di una regione contesa da forze esterne, riflette una realtà complessa, dove la precarietà lavorativa si alimenta spesso di dinamiche macroeconomiche sfavorevoli e di una dipendenza da commesse esterne.
La drammatica escalation – la perdita di commesse, i ritardi salariali, l’ombra incombente del fallimento – ha generato un’onda di disperazione, concretizzata in quelle lettere accorate, espressione di una dignità ferita e di una richiesta disperata non di assistenzialismo, ma di riconoscimento del diritto al lavoro.
Una dignità che trascende la mera retribuzione, perché è legata alla possibilità di contribuire attivamente alla propria comunità, di provvedere alla propria famiglia, di mantenere un senso di appartenenza.
La risposta istituzionale, pur nel riconoscimento della limitata competenza regionale diretta, si è tradotta in un intervento proattivo, un atto di responsabilità politica che ha visto la Regione sedersi al tavolo con Governo, sindacati e aziende.
Questo gesto, lungi dall’essere una semplice mediazione, ha rappresentato una presa di posizione, un atto di volontà di superare inerzie burocratiche e di aggredire un problema che rischiava di compromettere il futuro di una comunità intera.
L’accordo storico raggiunto non va celebrato solo come un successo isolato, ma come un modello di governance possibile, un esempio di come la collaborazione tra diversi attori istituzionali e sociali possa generare soluzioni concrete.
L’investimento regionale, il supporto governativo e la rinnovata fiducia dell’azienda non sono stati unicamente fattori economici, ma espressioni di una volontà più ampia di rilancio del territorio, orientato verso l’innovazione e la digitalizzazione, con un’attenzione particolare al settore strategico della sanità.
Il percorso, tuttavia, è ancora in corso.
La serenità ritrovata dalle famiglie coinvolte non deve indurre a compiacimento, ma stimolare un impegno continuo per sciogliere i nodi ancora pendenti, per garantire che nessuno venga lasciato indietro.
È necessario affrontare le cause profonde della precarietà, promuovere una diversificazione delle commesse, rafforzare la filiera produttiva locale e investire nella formazione di competenze digitali.
La Calabria che emerge da questa esperienza non è quella stereotipata di una regione periferica e marginale, ma una terra resiliente, capace di reagire alle avversità e di costruire il proprio destino con orgoglio e determinazione.
La storia di Abramo Customer Care è un capitolo importante di questa narrazione, un atto di speranza che invita a guardare al futuro con fiducia e a scrivere insieme nuove pagine di lavoro e dignità.
Un futuro che, lungi dall’essere un miraggio, è un impegno concreto da perseguire ogni giorno.