L’attesa per il Palio di Asti del 7 settembre si fa palpabile: la manifestazione storica ha registrato il tutto esaurito nelle tribune, un traguardo raggiunto con un’anticipazione sorprendente, dieci giorni prima rispetto alle stagioni precedenti.
L’annuncio, diffuso in mattinata dalle autorità cittadine, guidate dal sindaco Maurizio Rasero e dall’assessore alle manifestazioni, Riccardo Origlia, testimonia un successo di pubblico senza precedenti.
Le 5.600 unità di posti a sedere previste nell’imponente allestimento in piazza Alfieri sono state rapidamente assorbite, lasciando ancora una limitata disponibilità per coloro che desiderano assistere all’evento in piedi, nel cuore pulsante della piazza.
Quest’anno il Palio si configura come un’edizione particolarmente significativa, un momento di celebrazione per l’intera comunità astigiana e per gli appassionati di storia e tradizioni.
Infatti, si commemora il 750° anniversario dalla primissima menzione documentata del Palio, grazie alla cronaca dettagliata redatta dal cronista locale Guglielmo Ventura, un evento che sancisce l’origine e la continuità di una delle più antiche e sentite tradizioni italiane.
Il primario esaurito non è solo frutto di una solida base di affezionati, ma anche di un crescente interesse internazionale.
Un aumento significativo di visitatori provenienti da paesi stranieri ha contribuito in modo determinante al risultato.
Questa positiva tendenza è il diretto riflesso di una strategia di promozione turistica mirata e ambiziosa, che ha investito in modo significativo nella comunicazione a livello globale.
Gli sforzi profusi per diffondere l’immagine del Palio e del territorio astigiano, amplificandone il fascino storico, culturale e paesaggistico, hanno generato un ritorno d’immagine eccezionale, consolidando la reputazione del Palio come evento di risonanza internazionale e catalizzatore di flussi turistici di qualità.
L’impegno nella valorizzazione del patrimonio immateriale astigiano si rivela così un investimento strategico con effetti positivi a lungo termine per l’economia locale e per la promozione dell’identità culturale.