Il Parco Naturale Mont Avic, con un impegno proattivo verso la salvaguardia della salute pubblica e la protezione degli ecosistemi alpini, ha implementato un duplice programma di monitoraggio delle radiazioni ambientali, estendendo la comprensione dei rischi potenziali per le persone che frequentano le aree montane.
Queste iniziative, realizzate in sinergia con l’Unità di Salute Locale (USL) della Valle d’Aosta e con l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA), rappresentano un esempio di applicazione di protocolli scientifici avanzati per la gestione della salute in ambienti di alta quota.
Il progetto più innovativo si concentra sull’analisi delle radiazioni ionizzanti, un aspetto spesso trascurato nella valutazione dei rischi ambientali montani.
L’obiettivo primario non è solo la quantificazione della presenza di queste radiazioni nell’ambiente circostante, ma anche la determinazione accurata della dose effettivamente assorbita dal corpo umano, con particolare attenzione all’impatto sul cristallino, un organo particolarmente sensibile.
Questo approccio olistico mira a fornire una base solida per la valutazione dei potenziali rischi per la salute a lungo termine.
Per raggiungere questo scopo, il Parco ha equipaggiato guardaparco e operai forestali con dosimetri personali, dispositivi tecnologicamente avanzati in grado di registrare in tempo reale l’esposizione alle radiazioni ionizzanti durante le attività lavorative.
I dati raccolti vengono poi sottoposti a un’analisi rigorosa da parte di specialisti in fisica medica dell’USL, garantendo un’interpretazione accurata e informata.
Questo processo consente di identificare eventuali pattern di esposizione e di adattare le misure di prevenzione in modo mirato.
Parallelamente, il progetto UV Watch continua a fornire dati preziosi sull’esposizione alla radiazione ultravioletta solare, un altro fattore di rischio significativo in alta montagna.
L’integrazione di questi due programmi di monitoraggio crea una piattaforma completa per la valutazione dell’esposizione a diverse componenti dello spettro elettromagnetico, massimizzando l’efficacia delle strategie di protezione e tutela del personale.
L’approccio sinergico consente di cogliere interazioni complesse tra i diversi tipi di radiazione e di adottare misure preventive più sofisticate, andando oltre la semplice mitigazione dei rischi isolati.
Questo impegno riflette una visione a lungo termine per la gestione sostenibile del Parco e per la tutela del benessere delle persone che vi operano e lo frequentano.
L’iniziativa sottolinea l’importanza di unire competenze scientifiche e pratiche di gestione ambientale per affrontare le sfide poste dagli ambienti montani.