venerdì 29 Agosto 2025
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Arresto per violenza domestica: uomo albanese in carcere a Pordenone

Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ha segnato l’epilogo di un’indagine complessa, condotta dalla Seconda Sezione della Squadra Mobile della Questura di Pordenone, che ha portato all’arresto di un cittadino albanese di 35 anni, privo di permesso di soggiorno e con precedenti penali, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate nei confronti della sua convivente, una donna di 23 anni.

L’intervento della Polizia di Stato si è rivelato necessario in seguito a una serie di chiamate ripetute alle Volanti, provenienti dall’abitazione della coppia, segnalando un clima di crescente tensione e violenza.

L’attività investigativa, protrattasi nel tempo, ha progressivamente dipinto un quadro desolante: non si trattava di episodi isolati, bensì di un modello sistematico di coercizione psicologica e fisica esercitata dall’uomo sulla giovane donna.

Un evento particolarmente drammatico, avvenuto il 30 luglio, ha fornito la pietra miliare dell’inchiesta.

La vittima, aggredita brutalmente con percosse e l’uso di un oggetto contundente – il manico di una scopa – ha riportato fratture al setto nasale e ulteriori lesioni che hanno comportato una prognosi di almeno trenta giorni.
Solo grazie alla sua determinazione, è riuscita a chiedere soccorso e a sottrarsi temporaneamente all’aggressore, consentendo l’intervento immediato delle Volanti.

Il provvedimento cautelare, emesso dall’Autorità Giudiziaria, si è reso imprescindibile in considerazione della gravità intrinseca delle azioni perpetrate, della loro abitualità e, soprattutto, dell’alto rischio di reiterazione della condotta violenta.

Gli investigatori hanno rilevato elementi che suggeriscono una vulnerabilità personale dell’indagato, aggravata dalla sua situazione di irregolarità sul territorio nazionale e dalla sua pregressa pericolosità sociale, fattori che amplificano la probabilità di un nuovo episodio violento.

L’arresto è stato eseguito congiuntamente dagli agenti della Squadra Volante e della Squadra Mobile, attestando la necessità di un intervento immediato e coordinato per tutelare l’incolumità della vittima e prevenire ulteriori atti di violenza.

Il caso solleva, inoltre, interrogativi sulla complessità del fenomeno della violenza domestica, spesso alimentata da dinamiche di potere, dipendenza economica e disagio sociale, e che richiede un approccio multidisciplinare che coinvolga forze dell’ordine, servizi sociali e associazioni di supporto alle vittime.

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