sabato 30 Agosto 2025
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Morte in ospedale, indagine sulla donna di 78 anni.

L’attività investigativa della Procura della Repubblica di Messina si è focalizzata sulla complessa vicenda che ha portato al decesso, il 23 agosto, di una donna di 78 anni, originaria dell’Ennese, in un ospedale della Città dello Stretto.

La morte, innescata da una sequenza di eventi post-operatori, ha generato un fascicolo d’indagine che coinvolge dieci persone, presunte responsabili di concorso in omicidio colposo e lesioni personali colpose.

L’apertura del procedimento giudiziario, unitamente alla richiesta di autopsia – considerata un accertamento tecnico indispensabile e irripetibile – è stata sollecitata dalla figlia della defunta, rappresentata dagli avvocati Silvio Vignera e Mirko Presti.

La vicenda ruota attorno a un intervento di neurochirurgia, eseguito un mese prima del decesso, volto a prevenire la progressione di una condizione che rischiava di evolvere in paralisi.
Tuttavia, secondo quanto denunciato, l’intervento iniziale non ha prodotto i risultati sperati e, al contrario, ha determinato la necessità di un secondo, urgente, procedimento chirurgico per affrontare una lesione a carico della trachea.
Questa complicanza inattesa, e apparentemente non correlata alla patologia originaria, ha innescato una spirale di eventi che ha portato la paziente ad essere trasferita nel reparto di Terapia d’Urgenza, dove, pur in cura, è spirata.
La nomina del medico legale Orazio Cascio, esperto di medicina legale catanese, quale consulente tecnico della Procura, sottolinea l’importanza di una ricostruzione accurata e oggettiva delle dinamiche mediche che hanno condotto al decesso.

L’autopsia, pertanto, assume un ruolo cruciale nell’analisi delle cause del decesso, nell’individuazione di eventuali responsabilità professionali e nella determinazione del nesso causale tra l’intervento neurochirurgico e le successive complicazioni che ne hanno determinato il tragico epilogo.

La Procura intende, attraverso la perizia medico-legale, chiarire se le scelte terapeutiche adottate siano state conformi alle buone pratiche mediche e se siano state rispettati i protocolli di sicurezza e di gestione delle emergenze, al fine di accertare eventuali negligenze o errori procedurali che possano aver contribuito al decesso della donna.
L’indagine, pertanto, non si limita alla ricostruzione degli eventi, ma si propone di analizzare a fondo le responsabilità e le possibili criticità del sistema sanitario coinvolto.

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