Osama Almasri, rimpatriato in Libia dopo essere stato arrestato a Torino il 19 gennaio 2025, ha presentato, tramite i suoi legali, ricorso alla Corte Penale Internazionale il 15 aprile scorso, contestando sia la giurisdizione della Corte sul suo caso sia l'ammissibilità del procedimento avviato nei suoi confronti, in base agli articoli 17 e 19 dello Statuto di Roma. Lo riporta un'ordinanza pubblicata sul sito della Corte il 13 maggio scorso. La Camera pre-processuale della Cpi, che esamina il ricorso, "prende atto del contenuto e della portata della contestazione, che comprende sia una componente giurisdizionale che una di ammissibilità. Al fine di consentire allo Stato libico un'opportunità concreta di presentare osservazioni, e rilevando che l'eventuale documentazione di supporto deve essere tradotta in una lingua di lavoro della Corte, la Camera ritiene opportuno fissare il 3 luglio 2026 come termine per la Libia e la Procura per rispondere alla contestazione". L'ordinanza è firmata da tre giudici, tutte donne: Iulia Antoanella Motoc, presidente, e le giudici a latere Reine Adélaïde Sophie Alapini Gansou e María del Socorro Flores Liera.
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Almasri contesta giurisdizione Cpi: decisione il 3 luglio

