Nel giorno della Festa della Repubblica, mentre l'Italia celebra gli 80 anni del referendum che sancì la nascita della Repubblica, la Calabria resta sotto choc per la strage di Amendolara, nel Cosentino, dove quattro braccianti pakistani sono stati uccisi e dati alle fiamme all'interno di un minivan. Un delitto sul quale la Procura di Castrovillari ha già disposto il fermo di due connazionali delle vittime, accusati di omicidio plurimo e pluriaggravato. Secondo la ricostruzione degli investigatori, decisiva sarebbe stata la visione delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del distributore di carburante lungo la Statale 106 dove si è consumata la tragedia. I filmati avrebbero ripreso tutte le fasi dell'azione criminale: i due indagati avrebbero bloccato dall'esterno le portiere del veicolo mentre veniva introdotto liquido infiammabile nell'abitacolo, prima che le fiamme avvolgessero il mezzo. I sospettati sono stati rintracciati a Villapiana e sottoposti a fermo dopo un lungo interrogatorio in Questura a Cosenza. Le indagini proseguono per chiarire il movente e verificare eventuali ulteriori responsabilità.
Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che nel messaggio per il 2 giugno ha affiancato alle celebrazioni della Repubblica il ricordo delle quattro vittime. "Oggi l'Italia celebra una delle ricorrenze più importanti, la Festa della Repubblica. Ottant'anni fa, il 2 giugno 1946, gli italiani scelsero il proprio futuro, dando vita alla Repubblica e ponendo le basi di un Paese fondato sulla libertà, sulla partecipazione, sull'unità nazionale e sul rispetto delle istituzioni democratiche", afferma il governatore. "È una giornata di festa, di orgoglio e di riconoscenza verso quanti, in questi ottant'anni, hanno contribuito a costruire un'Italia più forte, più moderna e più giusta. Ma oggi, in Calabria, accanto al sentimento di festa, c'è anche un profondo dolore. Siamo tutti rimasti sconvolti dalla tragica vicenda dei quattro braccianti pakistani uccisi e bruciati vicino ad Amendolara, nel Cosentino. Una storia agghiacciante, che scuote le nostre coscienze e che ci pone interrogativi profondi sul dramma delle migrazioni, sul valore della dignità umana e sulle responsabilità che una società civile deve assumersi nei confronti delle persone più fragili". "Anche in una giornata di celebrazione come questa, non possiamo restare indifferenti davanti a una tragedia così dolorosa. Al contrario, essa ci richiama a una riflessione sul Paese che siamo e su quello che vogliamo continuare a costruire, ispirandoci ogni giorno ai principi di umanità, solidarietà e rispetto della persona, che sono alla base della nostra Repubblica", prosegue Occhiuto. Il presidente della Regione esprime quindi "vicinanza, cordoglio e solidarietà alle famiglie delle vittime" e auspica che "il lavoro degli inquirenti, ci sono già stati due fermi, consenta di fare rapidamente piena luce sull'accaduto, accertando tutte le responsabilità". Successivamente Occhiuto ha pubblicato sul proprio profilo Instagram il video della strage, accompagnandolo con una breve riflessione: "Ci sono notizie che fanno vacillare la fiducia nell'umanità". Un messaggio che riassume lo sgomento suscitato da una vicenda destinata a segnare profondamente la comunità calabrese mentre gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire tutti i dettagli del massacro.
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Braccianti bruciati vivi ad Amendolara, Occhiuto pubblica il video: “Notizie che fanno vacillare la fiducia nell’umanità

