Weekend a Tirana – itinerario di 3 giorni dalla A alla Z

 Tirana sorprende. Sempre. Chi arriva aspettandosi una città grigia e un po' dimenticata si trova davanti a boulevard alberati, caffè pieni di vita, murales che trasformano interi palazzi in opere d'arte. È la stessa città che vent'anni fa era quasi sconosciuta al turismo europeo – oggi, invece, figura stabilmente nelle classifiche delle mete emergenti più interessanti dei Balcani. Un weekend a Tirana è fattibile, godibile e, diciamolo, sorprendentemente economico rispetto a qualsiasi altra capitale europea. Tre giorni bastano per coglierne l'essenza: la storia, il cibo, l'energia genuina di una metropoli che sta ancora trovando se stessa. Con un buon piano, non si spreca nemmeno un'ora.  Il punto di partenza è l'Aeroporto Internazionale di Tirana "Nënë Tereza" (TIA), situato a circa 17 chilometri dal centro. È qui che inizia davvero il viaggio – e la prima scelta da fare riguarda il trasporto. I taxi non sempre hanno tariffe trasparenti, i mezzi pubblici sono limitati, e molti visitatori preferiscono avere libertà di movimento fin dal primo momento. Per questo motivo, prenotare in anticipo il noleggio auto Tirana aeroporto è diventata l'opzione preferita da chi vuole massimizzare ogni ora del soggiorno. Con un'auto a disposizione, raggiungere il centro diventa una questione di venti minuti – e gli spostamenti fuori Tirana, magari verso Kruja o la costa, restano sempre un'opzione aperta. Una volta sistemati in hotel, la prima tappa obbligata è Piazza Skanderbeg, il cuore pulsante della città. La statua equestre dell'eroe nazionale domina lo spazio, affiancata dalla Moschea Et'hem Bey e dalla Torre dell'Orologio. Non è una piazza qualunque – è il punto da cui si diramano tutte le storie di Tirana, dal comunismo alla transizione democratica, fino al presente vivace e un po' caotico. La sera, il Blloku – ex quartiere riservato all'élite comunista, oggi zona di bar e ristoranti alla moda – è il posto giusto per il primo raki albanese e un piatto di tavë kosi, il tradizionale agnello al forno con yogurt che è, a tutti gli effetti, il piatto simbolo del paese.  La mattina del secondo giorno merita una visita al Bunk'Art 2, uno dei musei più originali d'Europa. Ricavato da un bunker sotterraneo costruito durante la dittatura di Enver Hoxha, racconta cinquant'anni di storia albanese attraverso documenti, fotografie e installazioni che alternano rigore documentaristico e impatto emotivo. Secondo i dati del Ministero del Turismo albanese, il numero di visitatori internazionali nel paese ha superato i 10 milioni annui nel 2024 – un segnale che qualcosa è cambiato profondamente nella percezione di questa destinazione. Nel pomeriggio, il Mercato Çiftja (o Pazari i Ri, il mercato nuovo) è il posto giusto per capire come vivono davvero i tiranesi. Spezie, formaggi, frutta secca, tessuti – tutto convive in un disordine ordinato e profumato che ha poco da invidiare ai mercati di Istanbul o Sarajevo. Ecco cosa non va assolutamente saltato in questa giornata: "Albania è il paese europeo che ha mantenuto la crescita turistica più costante nell'ultimo quinquennio", ha dichiarato Mirela Kumbaro, ex Ministra della Cultura albanese, in un'intervista al portale Balkan Insight. Non è una promozione turistica – è un dato strutturale.  Il terzo giorno è quello ideale per allontanarsi dalla capitale. E qui l'auto torna utile – anzi, quasi indispensabile. Kruja, a circa 32 chilometri da Tirana, è la città fortezza di Skanderbeg, l'eroe che resistette all'avanzata ottomana nel XV secolo. Il castello, il museo nazionale e il bazar antico – dove si vendono ancora tappeti e oggetti artigianali come cent'anni fa – valgono senza dubbio mezza giornata. La strada è panoramica, il paesaggio aspro e bellissimo. Alternativa più tranquilla: il lago di Bovilla, a 30 chilometri dalla città, immerso nel Parco Nazionale del Monte Dajt. Acque color turchese, silenzio, picnic sulle rive. Un contrasto netto con il ritmo urbano dei giorni precedenti – e una delle più belle sorprese che l'Albania sa riservare. Nel pomeriggio, rientro a Tirana, ultimo caffè al Blloku, shopping dell'ultimo minuto al centro commerciale Tirana East Gate. E poi – di nuovo l'aeroporto, con il bagaglio pieno di impressioni che è difficile spiegare a chi non c'è stato.  Tirana non è ancora una meta di massa – e forse è proprio questo il suo punto di forza più grande. Chi la visita oggi entra in una città che si sta trasformando in tempo reale, tra eredità comunista e slancio verso il futuro, tra tradizione balcanica e influenze mediterranee che arrivano dall'altra parte dell'Adriatico. Tre giorni non sono molti. Ma sono abbastanza per capire perché sempre più italiani stanno guardando all'Albania con occhi diversi – non come destinazione economica di serie B, ma come scelta consapevole, curiosa, autentica. Il consiglio pratico: pianificare la logistica in anticipo (voli, auto, almeno un hotel nel Blloku) lascia poi tutto il resto del tempo libero per vagare senza fretta. E a Tirana, vagare senza fretta è già, di per sé, un ottimo programma. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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