Triplo colpo della Corte Suprema Usa a Donald Trump. I giudici hanno infatti negato al tycoon la possibilità di cancellare un risarcimento milionario alla giornalista Jean Carroll e consentito a Lisa Cook di restare alla Fed, respingendo così il tentativo del presidente americano di licenziarla dal ruolo di governatrice. Ma non è tutto. La Corte ha anche ritenuto validi i voti arrivati per posta fino a 5 giorni dopo l'Election Day, una decisione che rappresenta una sconfitta per l'amministrazione Usa, che aveva appoggiato il ricorso contro la legge del Mississippi. La Corte Suprema ha respinto il ricorso presentato dal presidente americano contro la condanna a pagare cinque milioni di dollari di risarcimento alla giornalista e scrittrice E. Jean Carroll, che lo aveva citato in giudizio nel 2019 per diffamazione e nel 2022 anche per aggressione. Si tratta di ''una causa fasulla intentata contro di me da una donna che non ho mai incontrato'', ha commentato Trump sul suo Truth Social dicendosi ''sorpreso'' dalla decisione della Corte e parlando di una ''ingiustia che non può essere tollerata''. ''Continuerò a combattere con tutte le mie forze contro questa strumentalizzazione e questa guerra legale intentata contro di me, compresa la ridicola accusa di diffamazione'', ha scritto Trump, sostenendno che ''questa causa è in realtà contro gli Stati Uniti d'America e tutto ciò che rappresentano e non dovrebbe mai essere permesso che accada a un altro presidente o candidato''. Carroll aveva citato in giudizio Trump dopo che lo Stato di New York aveva promulgato una legge che consentiva alle vittime di abusi sessuali di presentare denunce civili per episodi passati. ''Lo Stato di New York ha creato una legge con l'obiettivo di 'incastrarmi' ingiustamente. E' stata creata su misura e questa ingiustizia non può essere tollerata!'', ha scritto Trump sempre sul Truth dopo la decisione della Corte. Nella sua causa del 2022, Carroll ha affermato di essere stata aggredita sessualmente da Trump in un grande magazzino di New York a metà degli anni '90 e di essere stata diffamata dopo che il tycoon aveva detto che si era inventata tutto per aumentare le vendite di un libro. Trump, che ha ripetutamente negato ogni acceso, ha affermato che il giudice distrettuale statunitense Lewis Kaplan, che ha presieduto il processo civile, ha commesso numerosi errori consentendo alla giuria di ascoltare la testimonianza di due donne che lo accusavano di aggressioni sessuali avvenute anni prima. "La decisione odierna della Corte Suprema conferma una volta per tutte il verdetto unanime della giuria, secondo cui il presidente Donald Trump ha aggredito sessualmente e diffamato E. Jean Carroll", ha dichiarato l'avvocato della giornalista, Roberta Kaplan. "I suoi molteplici tentativi di impugnare tale verdetto sono tutti falliti e la sentenza odierna pone fine al suo tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità", ha aggiunto il legale. Un portavoce del team legale del presidente americano ha dichiarato in un comunicato che "il popolo americano è al fianco del presidente Trump nel chiedere la fine immediata di qualsiasi caccia alle streghe, compresa la farsa finanziata dai democratici delle bufale di Carroll". Nella nota si legge anche che "il presidente Trump continuerà a vincere nella guerra legislativa dei liberali, mentre continua a concentrarsi sulla sua missione di rendere l'America di nuovo grande". La Corte Suprema degli Stati Uniti ha inoltre respinto, con una maggioranza di 5 voti a 4, il tentativo di Donald Trump di rimuovere immediatamente la governatice della Federal Reserve, Lisa Cook, che resterà quindi al suo posto. Come spiega la Cnn, la decisione firmata dal presidente della Corte John Roberts rappresenta una battuta d'arresto per Trump e riafferma il principio di indipendenza della Banca Centrale americana. Dal canto suo, la governatrice della Federal Reserve ha accolto con favore la decisione, sottolineando che la sentenza "conferma" l'indipendenza della Banca Centrale statunitense. "La sentenza odierna conferma un principio che da generazioni è alla base di una gestione economica solida: la Federal Reserve deve prendere tutte le sue decisioni politiche basandosi su dati concreti e su un giudizio indipendente, libera da interferenze politiche", ha dichiarato Cook in una nota. I giuduci hanno poi confermato, con una maggioranza di 5 voti a 4, la legge del Mississippi che consente di ritenere valide le schede inviate per corrispondenza se spedite entro l'Election Day, anche se recapitate fino a cinque giorni lavorativi dopo la chiusura delle urne. Secondo la Cnn, la decisione potrebbe avere ripercussioni anche su altri Stati che prevedono norme analoghe in vista delle elezioni di novembre e rappresenta una sconfitta per l'amministrazione del presidente Trump, che aveva appoggiato il ricorso contro la legge del Mississippi, sostenendo che il conteggio delle schede ricevute dopo l'Election Day compromettesse l'integrità delle elezioni federali. Hanno votato contro i giudici Samuel Alito, Clarence Thomas, Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh. Nella motivazione della sentenza, la giudice Amy Coney Barrett ha scritto che "la scelta dell'elettore si compie quando il voto viene espresso, non quando la scheda viene ricevuta". Il segretario di Stato del Mississippi, Michael Watson, aveva difeso la norma sostenendo che il requisito essenziale è che gli elettori esprimano il proprio voto entro l'Election Day, indipendentemente dal momento in cui la scheda arriva agli uffici elettorali.
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Risarcimento milionario, Fed e voto per posta: il triplo colpo della Corte Suprema a Trump

