La Corte Suprema dà ragione a Donald Trump e decreta l'esclusione degli atleti transgender dalle competizioni sportive femminili. La decisione dei giudici è un punto a favore del presidente, che dall'inizio del suo mandato ha inserito il tema in agenda. La Corte ha confermato la legittimità delle leggi statali che vietano agli atleti transgender di partecipare alle competizioni femminili con la sentenza redatta dal giudice conservatore Kenneth Kavanaugh: il collegio ha respinto con una maggioranza di 6 a 3 i ricorsi di due studentesse transgender, Becky Pepper-Jackson e Lindsay Hecox, stabilendo che le restrizioni imposte in West Virginia e Idaho non violano né il 14mo Emendamento sull'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, né il 'Title IX', la normativa federale che proibisce la discriminazione sessuale nell'istruzione. "Grande Vittoria: la Corte Suprema degli Stati Uniti ha appena emesso una sentenza contro la partecipazione degli uomini negli sport femminili. Wow! Questo mette fine a quella situazione ridicola", ha affermato Trump in un post su Truth Social.
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No agli atleti trans nelle gare femminili, la Corte Suprema dà ragione a Trump

