Il 51/o Cantiere Internazionale d'Arte celebra Hans Werner Henze con l'opera che nel 1976 inaugurò la manifestazione da lui ideata. Sabato 18 e domenica 19 luglio, alle ore 21.30, il Teatro Poliziano di Montepulciano riapre al pubblico dopo gli interventi di adeguamento sulla sicurezza. Nel centenario della nascita del compositore tedesco, torna in scena l’atto fondativo ideato proprio da Henze per la prima visionaria edizione della manifestazione di Montepulciano, ovvero la nuova produzione di Don Chisciotte della Mancia che lo stesso Henze elaborò con Giuseppe Di Leva, a partire dal lavoro settecentesco di Giovanni Paisiello e Giovanni Battista Lorenzi. Il personaggio epico di Don Chisciotte sarà protagonista anche nell’appuntamento pomeridiano, nello spettacolo di teatro delle marionette proposto da Habanera teatro, alle ore 18 agli ex Macelli di Montepulciano. Si tratta del primo appuntamento della nuova serie “Cantierino” dedicata alle famiglie, alle bambine e ai bambini. Liberamente ispirata all’epopea di Cervantes, Patrizia Ascione e Stefano Cavallini animano la rappresentazione intitolata Don Chisciotte e la luna. Alle ore 21.30 invece torna ad alzarsi il sipario del Teatro Poliziano con l’opera di Paisiello e Lorenzi, Don Chisciotte della Mancia, raccontata da Hans Werner Henze due secoli più tardi, non come restauro filologico, ma come autentica rifondazione: il Settecento napoletano dell'opera buffa dialoga con il linguaggio del teatro musicale contemporaneo, nella nuova stesura firmata a quattro mani con Giuseppe Di Leva. L’obiettivo preciso, che resta oggi il cuore del progetto, era quello di rendere la musica accessibile a giovani musicisti, studenti e interpreti non professionisti, coinvolgendoli nella creazione artistica. Lo spettacolo nasce da una coproduzione tra il Cantiere Internazionale d'Arte, Palazzo Ricci Accademia delle Arti e il Kolleg der Künste dell'Ateneo Renano, che riunisce cinque istituzioni musicali tedesche delle regioni di Westfalia e Renania. Da queste accademie provengono i musicisti dell'ensemble e gran parte del cast vocale, affiancati da solisti professionisti: un incontro tra formazione e professione che rinnova, mezzo secolo dopo, il principio centrale voluto da Henze. Le otto figure principali dell'opera animano un intreccio di amori incrociati che precipita, nel finale, nell'illusione di un mondo cavalleresco pietrificato in una statua equestre. Il doppio cast, che si alterna nelle recite di sabato e domenica, porta sul palco Nicola Di Filippo (già in scena al Festival di Spoleto) e Geonmuk Lim nei panni di Don Chisciotte, Biran Özgür Sariyer e Jaeyoung Lim in quelli di Sancho Panza, Sujin Kim ed Emelina Medina Martínez come la Contessa, Paolo Mascari (già invitato all’Opera di Roma) e Hyun Jun Yang come Don Calafrone, Lee Kihyun e Jongdoo Back come Don Platone, Boyoung Lee e Luzia Ostermann come la Duchessa inglese, Stefanie Fischer e Yewon Lee come Carmosina, Seoyoung Jang e Despina Louka come Cardolella; ad affiancarli in scena, gli attori Alessandro Zazzaretta e Anelio Salvadori, rispettivamente Don Chisciotte e Sancho Panza nell'azione di cornice contemporanea. Sul podio, in veste di direttore e maestro concertatore, Marco Angius, punto di riferimento internazionale per il repertorio contemporaneo e moderno, guida l'operazione di restauro compositivo immaginata da Henze, restituendone la filigrana visionaria e la carica dissacrante; la regia è affidata a Michael Dissmeier. Il progetto scenico, i costumi e i video portano la firma degli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Düsseldorf che, nel corso di un anno e sotto la guida di Lena Newton, Ruth Groß e Hans Diernberger, hanno sviluppato le proprie idee confrontandosi direttamente con gli spazi del Teatro Poliziano e con i professionisti della tecnica, dei costumi e dell'attrezzeria. A guidare il lavoro collettivo è stata la figura senza tempo di Don Chisciotte, capace di rialzarsi a ogni caduta senza mai abbandonare la propria visione. Alle luci, la collaborazione con Guido Levi Lighting Lab porta in scena il giovane light designer Alberto Montino, affiancato dal tutor Cristian Zucaro.
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Riapre il Teatro Poliziano con l’opera di Henze, Don Chisciotte della Mancia al Cantiere d’Arte

