Un’atmosfera vibrante e carica di emozione ha permeato Ancona, nonostante il cielo plumbeo e la pioggia persistente, accogliendo il passaggio del percorso della Fiamma Olimpica in preparazione ai Giochi Invernali di Milano Cortina 2026.
Un corteo popolare, composto da centinaia di persone, si è radunato in Piazza Cavour per celebrare l’arrivo del portabandiera, il pugile Mattia Occhinero, e assistere all’accensione del braciere, simbolo di speranza e unione.
La festa si è conclusa all’interno del Villaggio Olimpico, un palcoscenico condiviso con i partner strategici dell’evento, Eni e Coca Cola, che hanno contribuito a rendere tangibile questo momento di condivisione.
Il percorso, dinamico e articolato, ha visto il testimone della fiamma – affidato a ben trenta tedofori a partire dalle 18:00 – serpeggiare attraverso il tessuto urbano, da Marina Dorica fino a ritornare in Piazza Cavour.
Le vie attraversate, ciascuna con la propria identità storica e culturale, hanno rappresentato un viaggio simbolico nel cuore della città: via Mattei, via Marconi, il suggestivo Corso Stamira, Corso Amendola, la panoramica via Panoramica, il Passetto, Viale della Vittoria, ognuna offrendo scorci unici e un’esperienza emozionante per i presenti.
L’evento, tuttavia, non è stato esente da una voce dissonante.
In parallelo alle celebrazioni ufficiali, un corteo di protesta, promosso dai Centri Sociali delle Marche, ha espresso il proprio dissenso in merito alla partecipazione di Israele ai Giochi Invernali.
Lo slogan “Non si gioca con genocidio e guerra” ha fatto eco durante il corteo, sottolineando una profonda preoccupazione etica e politica.
Le forze dell’ordine, sotto la direzione della Questura e della Prefettura, hanno garantito la sicurezza dell’iniziativa, predisponendo un dispositivo di controllo che ha permesso la regolarità di entrambe le manifestazioni, preservando la libertà di espressione e la pacifica convivenza di opinioni divergenti.
Questo momento, pur con le sue tensioni, ha messo in luce la complessità del dibattito pubblico e la necessità di un confronto aperto e rispettoso anche in occasione di eventi che dovrebbero incarnare l’unità e lo spirito olimpico.
L’accensione del braciere, in questo contesto, ha assunto un significato ancora più profondo, un invito alla riflessione sui valori che guidano lo sport e la società.







