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Ancona, sit-in per la vittima: Rompiamo il silenzio, giustizia per lei

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Il silenzio è complice.

Davanti alla Corte d’appello di Ancona, il Forum delle Donne ha acceso un faro di resistenza, organizzando un sit-in di profonda solidarietà per la giovane vittima di un brutale episodio di violenza sessuale, risalente al 2019 nel Maceratese.

La protesta si fa eco all’indignazione suscitata dalle motivazioni dell’assoluzione emesse in primo grado, un documento che, con una logica disturbante, ha tentato di giustificare l’incredibile, minimizzando la gravità delle azioni perpetrate e, ancor peggio, proiettando un’ombra di colpa sulla vittima stessa.
L’affermazione che la giovane, avendo già avuto precedenti esperienze relazionali, avrebbe potuto “immaginarsi i possibili sviluppi della situazione” rappresenta un’aberrazione giuridica, un’estrema forma di vittimizzazione secondaria.

L’appello, previsto per il pomeriggio, è il momento cruciale in cui la giustizia deve riscattarsi.
La giovane, lontana dall’aula di udienza, sarà rappresentata dalla sua comunità, dalle donne che si rifiutano di assistere impotenti.
La speranza è che la sentenza di secondo grado possa finalmente riconoscere la verità dei fatti, contrastando l’ingiustizia che ha finora caratterizzato il processo.
Il presidio, animato da un sentimento di profonda indignazione, ha visto la partecipazione di numerose persone, tra cui Eleonora Fontana della CGIL Marche, che ha espresso con chiarezza l’angoscia che pervade la collettività.

La protesta non è solo una manifestazione di supporto alla vittima, ma anche una denuncia pubblica di un sistema che, troppo spesso, si dimostra incapace di proteggere le donne e di condannare i colpevoli.

Questa vicenda solleva interrogativi fondamentali sul ruolo della giustizia, sulla necessità di una maggiore sensibilità verso le vittime di violenza sessuale e sulla pericolosa tendenza a colpevolizzare la vittima.
È un monito per tutti, un invito a rompere il silenzio, a denunciare le ingiustizie e a sostenere chi ha subito abusi.
La presenza del Forum delle Donne e delle altre associazioni rappresenta un atto di coraggio, un segnale che la società civile non intende tollerare l’impunità e che continuerà a lottare per un mondo più giusto e sicuro per tutte le donne.

La lotta non è solo per la giustizia in questo singolo caso, ma per un cambiamento culturale profondo, che elimini ogni forma di sessismo e di violenza di genere.

Il silenzio è una resa, la voce è una speranza.

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