- pubblicità -

Assistenza domiciliare in Marche: CGIL chiede più risorse e urgenza.

- PUBBLICITA -

La crescente invecchiamento della popolazione marchigiana, unitamente alla prevalenza di patologie croniche, impone una revisione urgente e strategica del sistema di cura, posizionando l’assistenza domiciliare integrata come pilastro fondamentale.
Questa necessità, già riconosciuta e incentivata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), richiede un’implementazione rapida e coordinata, come sottolinea la CGIL Marche in una recente dichiarazione.

L’attuale progetto “Multileva” regionale, con la sua dotazione finanziaria di 9,7 milioni di euro destinata all’emissione di voucher per alleggerire l’onere economico delle residenze protette, appare insufficiente e, soprattutto, eccessivamente ritardato.

Il differimento dell’avvio a partire dal 2026, anziché dal 2025, compromette la tempestività dell’intervento e la sua capacità di rispondere alle pressanti esigenze delle famiglie.

La CGIL Marche ritiene imprescindibile non solo l’anticipo dell’implementazione, ma anche la trasformazione del progetto in un’iniziativa strutturale, ovvero permanentemente integrata nel sistema di welfare regionale.

È altresì cruciale l’immediata costituzione di un tavolo di lavoro dedicato alla definizione dei criteri di assegnazione dei voucher, garantendo un minimo di 250 euro per famiglia.
Tale tavolo dovrebbe operare con la finalità di sviluppare un sistema di erogazione equo e trasparente, evitando disparità e discriminazioni.
L’obiettivo primario deve essere la riduzione significativa delle tariffe, in particolare per le fasce di popolazione più vulnerabili, quelle che si trovano in condizioni di maggiore difficoltà economica.
Un approccio mirato e differenziato, basato su una valutazione accurata dei bisogni individuali e delle risorse disponibili, si rivela essenziale per massimizzare l’efficacia dell’intervento.

La CGIL Marche suggerisce, inoltre, di esplorare la possibilità di ampliare la platea dei beneficiari, incrementando gli importi dei voucher e alleggerendo ulteriormente il carico finanziario sulle famiglie.

Questo richiederebbe una revisione della dotazione finanziaria complessiva e un ripensamento dei criteri di accesso, in modo da garantire una copertura più ampia e una maggiore equità.
L’estensione della platea dovrebbe essere accompagnata da un monitoraggio costante dell’impatto sull’accesso ai servizi e sulla sostenibilità del sistema stesso.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap