Bonifica Discarica: Innovativo Processo per Abbattere i Pfas e Recuperare Risorse

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Un paradigma innovativo per la bonifica di percolati di discarica, mirato alla rimozione di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) e al recupero di risorse preziose, emerge dal progetto europeo Promisces, guidato dall’Università Politecnica delle Marche (Univpm).

Questa iniziativa si pone come risposta concreta alla crescente preoccupazione per l’inquinamento derivante dai Pfas e all’imperativo di accelerare la transizione verso un’economia circolare, dove i rifiuti diventano materia prima.

Il cuore di questa ricerca è il Water and Waste Environmental Engineering Laboratory (WweeLab), un team multidisciplinare coordinato dai professori Francesco Fatone, Anna Laura Eusebi e Massimiliano Sgroi.

Il laboratorio si concentra sulla gestione di carichi elevati di Pfas, contaminanti persistenti e bioaccumulabili, presenti nei percolati di discarica.
Questi effluenti, se non trattati con tecnologie avanzate, sfuggono ai sistemi di depurazione convenzionali, contaminando le risorse idriche superficiali e sotterranee e pregiudicando il riutilizzo sicuro dell’acqua.
L’approccio sviluppato dal WweeLab si articola in un processo integrato e sequenziale, progettato per massimizzare l’efficienza nella rimozione dei Pfas e nel recupero di risorse.

La prima fase prevede un trattamento combinato di nanofiltrazione (NF) e osmosi inversa (RO) sull’effluente del trattamento percolato (LLTP).

Questa combinazione consente di separare efficacemente i Pfas e altri contaminanti, concentrandoli in una frazione secondaria e generando un permeato di elevata purezza, idoneo per essere reimmesso nel ciclo idrico.

La frazione concentrata, ottenuta dalla RO, viene successivamente sottoposta a evaporazione, consentendo il recupero di acqua pulita e la produzione di sali, che si rivelano componenti cruciali nella fase successiva.

La fase successiva introduce un elemento di innovazione radicale: l’utilizzo dei sali recuperati come catalizzatori nel processo di pirolisi, una tecnologia termochimica applicata ai fanghi di depurazione provenienti dalla stessa discarica.
Questo co-trattamento, che unisce i sali derivati dalla concentrazione dei Pfas con i fanghi organici, induce una degradazione termica dei Pfas, generando syngas (una miscela di gas combustibili) e bio-olio, una fonte di energia rinnovabile.

Inoltre, la pirolisi riduce il volume di residui solidi (biochar), diminuendo i costi di smaltimento e minimizzando l’impatto ambientale.

L’impegno del WweeLab non si limita alla sola efficacia del processo, ma si estende alla verifica puntuale delle emissioni gassose derivanti dalla pirolisi.

Questo controllo rigoroso assicura l’assenza di Pfas nei gas di scarico e permette di perfezionare le tecniche di post-trattamento, chiudendo il ciclo dei materiali e delle energie coinvolte.

I risultati ottenuti sono estremamente incoraggianti: in condizioni operative ottimizzate, le concentrazioni di Pfas rilevabili nei prodotti finali sono praticamente nulle.

L’integrazione di processi di trattamento avanzato dei percolati, come la NF/RO, con tecnologie termochimiche non ossidative, come la pirolisi, rappresenta un paradigma innovativo per la gestione sostenibile dei rifiuti e la mitigazione dell’inquinamento da Pfas.
Questo approccio non solo riduce l’impatto ambientale, ma apre anche nuove opportunità per l’economia circolare, trasformando un problema in una risorsa e promuovendo un futuro più sostenibile.

L’innovazione, in questo contesto, si rivela essere la chiave per trasformare sfide ambientali complesse in soluzioni pragmatiche e durature.

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