Un’indagine a tappeto, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Camerino con il supporto specializzato del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Macerata, ha portato alla luce gravi carenze in due cantieri edili impegnati nella complessa operazione di ricostruzione post-sismica tra Visso e Muccia.
L’attività, focalizzata non solo sulla verifica della conformità alle normative in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ma anche sulla repressione del sommerso e dell’irregolare impiego di forza lavoro, ha svelato un quadro preoccupante di insufficiente gestione dei rischi e negligenza verso la tutela dei lavoratori.
L’ispezione ha evidenziato una diffusa mancanza di adozione di misure di prevenzione e protezione adeguate, manifestandosi in una serie di irregolarità che mettono a repentaglio l’incolumità dei lavoratori.
Tra queste, una formazione insufficiente del personale, l’assenza di un piano operativo di sicurezza dettagliato e aggiornato, la carenza di documentazione tecnica essenziale come il piano del ponteggio e l’omissione di barriere di protezione perimetrali.
L’azione conseguente ha portato alla deferenza all’Autorità Giudiziaria di quattro individui, figure chiave all’interno delle strutture aziendali coinvolte.
In particolare, l’amministratore unico di una società con sede in Campania e il coordinatore della sicurezza sono stati accusati di gravi omissioni nella gestione della sicurezza, con pesanti ripercussioni sulla sicurezza dei lavoratori.
Le sanzioni pecuniarie imposte si attestano a quasi 40.000 euro, accompagnate da un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, in attesa di un adeguamento immediato alle normative vigenti.
La verifica prosegue, rivelando ulteriori irregolarità.
Un responsabile di una ditta locale, cittadino egiziano residente nel Maceratese, è stato deferito per aver trascurato l’organizzazione della viabilità interna al cantiere e l’installazione di opere provvisionali idonee a garantire la sicurezza del transito.
A questa violazione si aggiunge l’impiego di un lavoratore privo di regolare contratto, configurando un chiaro tentativo di eludere gli obblighi legali e contributivi.
Parallelamente, l’amministratore unico della stessa impresa è stato deferito per aver omesso la verifica periodica della sicurezza dei lavori appaltati e per aver trascurato la verifica delle dotazioni di sicurezza nell’area di cantiere, un grave inadempimento che compromette la prevenzione di incidenti.
Le sanzioni amministrative in questo caso raggiungono la cifra di quasi 100.000 euro, con la conseguente sospensione dell’attività imprenditoriale, un segnale forte volto a sottolineare l’importanza del rispetto delle normative.
L’indagine, che rappresenta un tassello fondamentale in un contesto di ricostruzione fragile e complessa, mira a sensibilizzare le imprese e gli operatori del settore alla necessità di una gestione responsabile e attenta alla sicurezza, non solo come obbligo legale, ma come imperativo etico e come investimento nel futuro del territorio.
La ricostruzione post-sismica non può prescindere dalla tutela della dignità e della sicurezza dei lavoratori, pilastri fondamentali per un ritorno alla normalità duraturo e sostenibile.








