Cinema in Marchi: Tagli ai Fondi, Rischio Omologazione?

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La decisione di ridurre di 160.000 euro il finanziamento regionale destinato a festival e rassegne cinematografiche marchigiane nel bilancio 2025-2026 solleva una questione di profonda valenza culturale e territoriale.

L’interrogazione presentata dal consigliere Andrea Nobili, esponente di Avs in Assemblea Regionale, non è solo una richiesta di chiarimenti, ma un campanello d’allarme sulla direzione che la politica culturale regionale sembra aver intrapreso.

La strategia delineata dall’amministrazione sembra privilegiare interventi mirati a realtà già consolidate e visibili, a scapito di iniziative sperimentali, territoriali e indipendenti.
Questa scelta, apparentemente pragmatica, rischia di compromettere la vitalità e la diversità del panorama cinematografico regionale, soprattutto nelle aree interne, dove tali eventi svolgono un ruolo cruciale nel contrasto allo spopolamento e nella promozione del senso di comunità.

L’elenco delle rassegne escluse dal finanziamento – Fabriano Film Festival, Civitanova Film Festival, Scollinare Film Festival, CineOff, Incanto Film Festival, CineFortunae, La poesia che si vede, Sinfonie di Cinema, Croc di Ussita, Festival del Cinema Pirata, Premio Alma – testimonia la portata dell’operazione.

Non si tratta di eventi di nicchia, bensì di realtà che, con risorse limitate, riescono a costruire un pubblico affezionato, a promuovere la formazione cinematografica e a creare legami profondi con il territorio.
Queste rassegne rappresentano un cinema di ricerca, indipendente, capace di offrire voci e prospettive alternative rispetto al circuito commerciale.

Sono luoghi di incontro tra artisti, professionisti e appassionati, che favoriscono la sperimentazione e l’innovazione.

Sostenere queste realtà significa investire nel futuro del cinema marchigiano, coltivando talenti locali e promuovendo la creazione di opere originali.
La riduzione dei finanziamenti rischia di soffocare un ecosistema culturale fragile ma essenziale, un ecosistema che va oltre la mera fruizione cinematografica, contribuendo a rafforzare l’identità locale, a creare opportunità di lavoro e a promuovere il turismo culturale.

Il cinema, in questo contesto, non è solo intrattenimento, ma uno strumento di sviluppo sociale ed economico.

La politica culturale di una regione dovrebbe aspirare a qualcosa di più che la mera ottimizzazione del rendimento economico.

Dovrebbe avere la visione di un futuro in cui la cultura sia accessibile a tutti, un bene comune da proteggere e valorizzare.
Una regione che abbandona le proprie radici culturali, che trascura le voci che provengono dal territorio, condanna se stessa all’omologazione e alla perdita di identità.

Avs, in sinergia con Alleanza Verdi Sinistra, si impegna a ribadire l’importanza cruciale di questi presidi culturali diffusi, a difendere la funzione sociale del cinema e a promuovere una politica culturale più equa, inclusiva e lungimirante.
Il futuro del cinema marchigiano, e il futuro della regione stessa, dipendono dalla nostra capacità di preservare e rafforzare questa rete di iniziative coraggiose e innovative.

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