La vicenda della rotatoria in Viale Stelluti Scala a Fabriano si configura come un punto di frizione tra l’azione amministrativa comunale e la crescente sensibilità civica verso la tutela del patrimonio arboreo urbano.
Un dissenso che si traduce nella mobilitazione di un Comitato Informale, sostenuto da una petizione che in breve tempo ha superato le 600 firme, e dall’appoggio delle forze di opposizione locali, che invitano l’amministrazione guidata dalla Sindaca Ghergo a un confronto diretto con i cittadini.
L’autorizzazione all’abbattimento di nove alberi di tiglio, datata 31 dicembre, ha innescato una sequenza di eventi che solleva questioni cruciali riguardanti la trasparenza dei processi decisionali, la partecipazione pubblica e la valutazione dell’impatto ambientale di interventi infrastrutturali.
La richiesta di incontro, formalizzata il 29 dicembre, evidenzia un vuoto di comunicazione tra l’amministrazione e la cittadinanza, un divario che le opposizioni auspicano venga colmato con urgenza.
Il Comitato Informale “Salviamo i Tigli”, nato ufficialmente il 5 gennaio, ha formulato richieste precise e circostanziate.
Al di là della mera opposizione all’abbattimento, il Comitato esige l’accesso alla documentazione tecnica e amministrativa relativa al progetto, un atto volto a garantire la piena trasparenza e a permettere una verifica indipendente della correttezza dell’iter procedurale.
Si prefigge inoltre di valutare la legalità dell’autorizzazione all’abbattimento, con la prospettiva di presentare ricorso, sia al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) che, in ultima istanza, al Presidente della Repubblica, come previsto dalla normativa vigente.
Il termine di 60 giorni, decorrente dalla data dell’atto che ha dato il via libera all’intervento, accentua l’urgenza di un chiarimento.
La comunicazione del Comitato Informale sottolinea, con forza, la necessità di un coinvolgimento attivo dei cittadini nelle decisioni che impattano sul tessuto urbano e sulla qualità della vita.
Non si tratta semplicemente di un disaccordo sull’abbattimento di alcuni alberi, ma di un principio più ampio: il diritto alla informazione, alla valutazione critica e all’esercizio di ogni strumento di controllo in relazione a spese pubbliche consistenti e modifiche significative del paesaggio storico.
L’azione amministrativa, per essere legittima e condivisa, deve necessariamente integrare le istanze della cittadinanza, valorizzando il contributo di chi, con passione e consapevolezza, si fa portavoce di una visione più ampia e sostenibile per il futuro della città di Fabriano.
La vicenda, dunque, si configura come un banco di prova per un modello di governance più partecipativo e attento alle esigenze del territorio.







