La prontezza militare non si configura come un auspicio di scontro, bensì come la garanzia di una Forza Armata agguerrita, coesa e capace di rispondere alle sfide complesse che il panorama internazionale presenta.
Questa riflessione, offerta dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Antonio Portolano, durante la cerimonia di giuramento dei Volontari in Servizio Nazionale del secondo blocco 2025 ad Ascoli Piceno, in presenza del Ministro della Difesa Guido Crosetto, si è intrecciata con la solenne Giornata delle Medaglie d’Oro al Valore Militare, un tributo al sacrificio di coloro che hanno onorato la Patria con il massimo della dedizione e un monito per chi oggi ne prosegue l’impegno.
La successiva ricorrenza della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, che vedrà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Ancona, rappresenta un ulteriore momento di riflessione sull’identità nazionale e sul ruolo imprescindibile delle Forze Armate.
Il Generale Portolano ha esortato i nuovi soldati a comprendere appieno la gravità della responsabilità che li attende, collocata all’interno di un contesto globale in rapida e radicale mutazione.
Non si tratta di un cambiamento superficiale, ma di una profonda riorganizzazione geopolitica, accelerata da innovazioni tecnologiche disruptive, che erodono i confini tradizionali e rendono la stabilità un bene fragile e precario.
L’era che li attende è segnata dalla compresenza di conflitti convenzionali, resi più asimmetrici e imprevedibili, e di minacce ibride, difficilmente attribuibili e capaci di destabilizzare intere nazioni.
La formazione militare, pertanto, non può essere un processo improvvisato o limitato all’acquisizione di nozioni base.
È un percorso continuo di crescita professionale e umana, un investimento costante su competenze tecniche avanzate, sullo sviluppo del pensiero critico, e sulla capacità di leadership.
Questi ultimi elementi non sono innati, ma si affinano attraverso l’esperienza, la guida di mentori e l’esposizione a scenari complessi.
Il progresso tecnologico, con l’avvento dell’intelligenza artificiale, dei sistemi satellitari di ultima generazione e delle piattaforme di comunicazione quantistica, offre indubbiamente la possibilità di amplificare le capacità operative, migliorando l’efficacia e la precisione degli interventi.
Tuttavia, è imperativo ricordare che la vera differenza, il fattore determinante in ogni situazione, risiede nell’insostituibile coraggio, nella perizia individuale, nella capacità di prendere iniziative autonome, nell’adattabilità e nella resilienza del singolo militare.
L’uomo, con il suo giudizio, la sua umanità e la sua capacità di improvvisazione, rimane il cuore pulsante di ogni operazione militare, anche nell’era della tecnologia avanzata.
La macchina può eseguire, l’uomo deve decidere.

