Un sofisticato sistema di frode legato all’ottenimento della patente di guida è stato smascherato dalle forze dell’ordine a Ancona, rivelando una rete di illeciti che andava ben oltre il singolo individuo coinvolto.
L’intervento, prontamente attivato in seguito a un’allerta pervenuta dalla Motorizzazione Civile, ha portato alla luce un’operazione strutturata volta a manipolare l’esito dell’esame teorico per il rilascio della patente di tipo B.
L’indagato, cittadino pakistano, aveva predisposto un meccanismo ingegnoso per ricevere assistenza esterna durante la prova.
Una microtelecamera, abilmente occultata all’interno di un foro appositamente ricavato nella sua maglietta, inquadrava il monitor che visualizzava le domande d’esame.
Un auricolare, integrato nel suo abbigliamento, fungeva da canale di comunicazione con un team esterno, i cui membri fornivano le risposte corrette via telefono.
La complessità della frode non si limitava alla semplice presenza di un suggeritore.
Le indagini hanno rivelato che l’uomo beneficiava del supporto di una rete più ampia, operante al di fuori delle strutture della Motorizzazione.
Questa rete si avvaleva di apparecchiature elettroniche avanzate, tra cui dispositivi Bluetooth, ulteriori microcamere, smartphone, modem Wi-Fi, computer portatili e persino indumenti progettati per nascondere la tecnologia impiegata.
La sofisticazione dell’attrezzatura suggerisce un’organizzazione preesistente e una pianificazione meticolosa volta a eludere i controlli e garantire il successo dell’operazione fraudolenta.
L’esito dell’esame, inizialmente positivo, è stato ovviamente annullato.
L’uomo è stato denunciato per i reati di truffa aggravata, falso ideologico in atti pubblici e possesso illegale di strumenti idonei alla commissione di reati.
Il materiale sequestrato, composto dalle apparecchiature elettroniche e dagli indumenti utilizzati, sarà sottoposto ad analisi forensi per identificare tutti i complici coinvolti nella rete criminale e ricostruire le dinamiche dell’organizzazione.
L’episodio solleva interrogativi cruciali sulla sicurezza e l’integrità dei processi di rilascio delle patenti di guida, sottolineando la necessità di implementare misure di controllo più rigorose e tecnologie avanzate per prevenire simili abusi e tutelare l’affidabilità del sistema.
Le autorità competenti hanno già avviato un’indagine approfondita per accertare la portata dell’organizzazione e individuare eventuali altri esaminandi coinvolti in simili pratiche fraudolente.
Il caso rappresenta un campanello d’allarme per l’intera macchina amministrativa e per la necessità di un’ulteriore riflessione sulla tutela della legalità e della meritocrazia nei processi di certificazione delle competenze professionali.









