venerdì 29 Agosto 2025
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Ancona

Marche: Scontro sulla Zes, due visioni per il futuro economico.

Il primo confronto pubblico tra i candidati alla presidenza delle Marche, ospitato ad Ancona sotto l’egida della Uil, ha generato un acceso dibattito sulla Zona Economica Speciale (Zes), focalizzandosi sulle divergenze strategiche che intersecano le proposte del centrodestra, rappresentato da Francesco Acquaroli, e quelle del centrosinistra, incarnate da Matteo Ricci.
Più che una semplice “botta e risposta”, l’incontro ha rivelato due visioni profondamente differenti su un tema cruciale per il futuro economico e sociale della regione.
Acquaroli, portavoce di un approccio pragmatico e orientato alla crescita, ha sottolineato l’importanza di una Zes che funga da volano per gli investimenti esteri, con una forte enfasi sulla semplificazione burocratica e sulla riduzione della pressione fiscale per attrarre imprese innovative e creare posti di lavoro.

La sua visione si concentra sull’efficienza amministrativa, sulla digitalizzazione dei processi e sulla promozione di partenariati pubblico-privato per massimizzare l’impatto economico della Zes, guardando con attenzione a modelli di successo internazionali.

Ha espresso preoccupazione per un eccessivo coinvolgimento di logiche ideologiche che potrebbero compromettere la concretezza e l’efficacia dell’iniziativa.
Ricci, dal canto suo, ha presentato una prospettiva più ampia e socialmente inclusiva, focalizzandosi sulla necessità di una Zes che non si limiti a incentivare la crescita economica, ma che promuova anche la coesione territoriale, la sostenibilità ambientale e la creazione di opportunità per le fasce più deboli della popolazione.
Ha insistito sulla centralità della formazione professionale e dell’innovazione sociale come elementi chiave per garantire che i benefici della Zes siano distribuiti equamente e che non si creino disparità territoriali.

Ha proposto un approccio partecipativo, coinvolgendo attivamente i sindacati, le associazioni di categoria e i rappresentanti della società civile nella definizione delle strategie e nella valutazione dei risultati.

L’ostilità latente, manifestatasi in alcuni scambi di battute, ha evidenziato una differenza di fondo nell’interpretazione del ruolo dello Stato e del settore pubblico.
Acquaroli sembra propendere per un intervento statale mirato e finalizzato a creare le condizioni favorevoli all’iniziativa privata, mentre Ricci sembra privilegiare un approccio più interventista, volto a indirizzare gli investimenti verso settori strategici e a mitigare i potenziali effetti negativi sulla comunità.
Il confronto ha inoltre fatto emergere la questione della governance della Zes.

Mentre Acquaroli ha sottolineato la necessità di un organismo di gestione snello ed efficiente, capace di prendere decisioni rapide e di operare con autonomia, Ricci ha insistito sulla necessità di un controllo pubblico più stringente, per garantire la trasparenza e la legalità.

L’incontro, pur nella sua vivacità, ha lasciato aperta la questione di come conciliare l’imperativo della crescita economica con quello della sostenibilità sociale e ambientale.
Resta da vedere quale delle due visioni prevalerà e come le prossime amministrazioni regionali sapranno trasformare le promesse in realtà, contribuendo a disegnare il futuro delle Marche.

La Zes, in definitiva, si configura come un banco di prova cruciale per la capacità dei candidati di offrire risposte concrete alle sfide che attendono la regione.

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