Una ventina di imbarcazioni, tra cui la “Global Sumud”, si sono levate dalla banchina portuale di Pesaro, salutate da una folla commossa e vibrante, un’onda umana colorata di arcobaleni e bandiere palestinesi.
La manifestazione, spontanea e partecipata, ha riempito la Rotonda Bruscolini fino al limitare del porto, un atto di solidarietà concreta verso la popolazione palestinese, colpita da una crisi umanitaria di proporzioni allarmanti.
Giampiero Olivieri, co-organizzatore dell’iniziativa, ha descritto l’evento come un gesto di vicinanza, un modo per “soffiare” speranza e coraggio a chi si avvia verso Gaza, carico di aiuti essenziali.
L’idea, nata appena giovedì, riflette un desiderio impellente di non rimanere inerti di fronte a una situazione che si fa sempre più drammatica.
L’impossibilità di imbarcarsi, a causa della tardiva richiesta di documentazione, non ha scoraggiato l’entusiasmo, trasformando la banchina di Pesaro in un punto di convergenza per un messaggio chiaro: la comunità locale non dimentica, non abdica al dovere morale di sostenere chi soffre.
La partecipazione del sindaco Andrea Biancani, testimonia un impegno civico a favore della pace e del dialogo, in un’epoca storica segnata da una preoccupante carenza di umanità.
La retorica del primo cittadino ha denunciato una realtà sconcertante: l’indifferenza dilagante di fronte alla sofferenza di intere popolazioni, che vedono i propri cari perire sotto le bombe o soccombere alla fame.
La manifestazione non è stata solo un saluto carico di affetto, ma anche un grido di denuncia contro l’insensibilità globale.
Un richiamo urgente a interrompere il ciclo di violenza, a porre fine al massacro di civili innocenti, a riscoprire i valori di solidarietà e di rispetto per la dignità umana.
L’eco dei fischietti, dei fumogeni, dei clacson, e delle voci che si levano all’unisono, ha risuonato come un monito: la speranza, anche nel cuore della guerra, può trovare nutrimento nei gesti di umanità che si propagano attraverso il mondo.
La gente di mare, con il suo profondo legame con il vento e le onde, ha voluto augurare un viaggio sicuro, consapevole dei rischi affrontati, ricordando la tragedia del 2010 e la necessità di non dimenticare.
Un atto di vicinanza, un’espressione di identità e di speranza, il modo in cui Pesaro, città di mare, ha voluto stringersi alla causa palestinese.