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Ponte Garibaldi: alternative al progetto, la comunità si fa sentire.

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L’incalzante dibattito sull’opportunità del nuovo ponte Garibaldi a Senigallia (AN) continua a polarizzare l’attenzione della comunità.
L’iniziativa, promossa da Anas e dalla struttura commissariale in seguito all’alluvione del 2022, si trova ad affrontare un’opposizione crescente, animata da associazioni ambientaliste e culturali che ne contestano l’impatto ambientale, architettonico e urbano.
Il progetto originario, percepito come un intervento troppo invasivo, rischia di compromettere l’integrità del prospetto dei portici Ercolani, un patrimonio settecentesco di inestimabile valore, e di generare disagi significativi alla viabilità locale.

La levata di scudo popolare, culminata in una raccolta di oltre diecimila firme, ha spinto le associazioni a presentare un’alternativa concreta: quattro proposte progettuali che mirano a conciliare la necessità di una nuova infrastruttura con la tutela del territorio e della qualità della vita.
La presentazione, avvenuta in un auditorium San Rocco gremito in ogni ordine di posto, ha visto una partecipazione entusiastica che ha superato di gran lunga la capienza, testimoniando la forte preoccupazione e l’attiva partecipazione civica.
Il valore aggiunto di queste soluzioni alternative risiede nell’impegno professionale e gratuito profuso dall’architetto Massimo Buratti e dal designer Adriano Pepe, che hanno sviluppato tre delle quattro proposte, mentre l’architetto Alberto Bacchiocchi ha curato la quarta.

Un atto di generosità che sottolinea la volontà di contribuire al bene comune, al di là di interessi economici o di partito.

Il denominatore comune di queste proposte innovative è un’attenzione meticolosa all’estetica e alla funzionalità, senza trascurare l’imperativo della sostenibilità ambientale.
Ogni progetto garantisce un franco idraulico adeguato, assicurando uno spazio libero di almeno un metro e mezzo tra la struttura portante e il livello massimo prevedibile della piena, in linea con le normative vigenti dal 2018.
Questo aspetto cruciale è fondamentale per prevenire rischi idrogeologici e garantire la resilienza dell’infrastruttura.

Le quattro soluzioni alternative, pur differenziandosi per stile e approccio progettuale, condividono l’obiettivo di mantenere la nuova struttura nella stessa posizione del precedente ponte, preservando così la configurazione della viabilità esistente.

Un elemento significativo è l’introduzione del senso unico di marcia verso il centro città, una scelta che potrebbe migliorare la fluidità del traffico e la sicurezza degli utenti.

Inoltre, le proposte includono l’integrazione di corsie ciclabili e pedonali, ascensori per una maggiore accessibilità a persone con mobilità ridotta e aree dedicate all’osservazione del paesaggio fluviale e del centro storico, trasformando il ponte in un punto di connessione e fruizione del patrimonio senigalliese.
L’auspicio è che queste alternative possano innescare un confronto costruttivo e portare a una scelta che tenga conto non solo delle esigenze infrastrutturali, ma anche della salvaguardia dell’identità e del benessere della comunità.

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