La questione del piano regionale dei rifiuti nelle Marche si configura come un nodo cruciale, intriso di complesse dinamiche ideologiche e ostacoli politici che ne rallentano l’implementazione.
Lungi dall’essere una soluzione autonoma, il termovalorizzatore si presenta come un tassello fondamentale all’interno di una strategia integrata di gestione dei rifiuti, un sistema che deve necessariamente privilegiare, in ordine di priorità, la riduzione alla fonte, il riuso, il riciclo e, solo in ultima istanza, il recupero energetico attraverso l’incenerimento con produzione di calore ed elettricità.
Questa prospettiva, sostenuta da esponenti di Ora! come Katia Cavalli e Roberto Gambelli, evidenzia come l’assenza di un termovalorizzatore nella regione marchigiana colga di sorpresa, considerando la diffusione di questo tipo di infrastruttura in numerosi centri urbani europei di spicco.
Città come Vienna, Monaco, Copenaghen, Parigi, Zurigo e Oslo, che vantano una solida cultura della sostenibilità ambientale, hanno integrato efficacemente i termovalorizzatori nei loro sistemi di gestione dei rifiuti, dimostrando come questi impianti possano coesistere armoniosamente con politiche di raccolta differenziata di elevato livello.
L’esempio di Brescia, dove il termovalorizzatore contribuisce a fornire calore a un bacino di circa 200.000 abitazioni e, parallelamente, ha incentivato un tasso di raccolta differenziata che si avvicina al 77%, è emblematico di questa sinergia.
Analogamente, l’Emilia-Romagna, con la sua rete di cinque impianti attivi, proietterà nel 2024 un tasso di riciclo superiore al 79%, dimostrando come il recupero energetico possa essere un motore per l’economia circolare.
La situazione nelle Marche appare particolarmente urgente, data la progressiva saturazione delle discariche regionali.
Le previsioni indicano che, entro il 2029, tutte le discariche attualmente operative esauriranno la loro capacità, creando una crisi ambientale ed economica potenzialmente devastante.
La mancata gestione proattiva di questa problematica non solo espone la regione a sanzioni europee consistenti, ma implica anche costi aggiuntivi legati al trasporto dei rifiuti fuori regione, con conseguenti impatti negativi sull’ambiente e sulle finanze pubbliche.
Oltre alle implicazioni economiche e ambientali, la dilazione nell’adozione di una strategia di gestione dei rifiuti aggiornata rischia di gravare sui cittadini attraverso aumenti significativi della Tassa sui Rifiuti (TARI).
In definitiva, Ora! sollecita il Presidente Acquaroli a superare le resistenze ideologiche e politiche che ostacolano l’implementazione del piano regionale, accelerando i tempi decisionali per garantire un futuro più sostenibile e economicamente responsabile per le Marche.
L’integrazione di un termovalorizzatore, nel contesto di un sistema di gestione dei rifiuti olistico, si configura non come un compromesso, ma come una necessità impellente per la tutela dell’ambiente e il benessere della collettività.








