Un tragico incidente sul lavoro ha spezzato la vita di un sessantacinquenne residente a Monteprandone, nelle Marche, nel tardo pomeriggio di oggi a San Benedetto del Tronto.
La scomparsa, maturata a pochi istanti dal suo arrivo al nosocomio Madonna del Soccorso, getta un’ombra pesante sulla comunità locale e riapre il dibattito cruciale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
La vittima, impiegata in attività di manutenzione del verde, si trovava su un cestello elevatore, strumento destinato a facilitare interventi in quota, quando, per cause ancora oggetto di indagine, il meccanismo di sollevamento ha subito un cedimento.
La brusca e violenta caduta, con l’uomo rimasto in bilico sull’attrezzatura, ha determinato lesioni gravissime, sebbene tempestivamente soccorso dal personale del 118.
I tentativi di rianimazione, pur attuati con la massima professionalità e urgenza, non sono stati sufficienti a scongiurare il decesso.
L’episodio, verificatosi in prossimità del lungomare Trieste, evidenzia la fragilità umana di fronte a rischi latenti in contesti lavorativi apparentemente ordinari.
La potatura di piante, attività che richiede precisione e attenzione, si è trasformata in una scena drammatica, sottolineando l’importanza di una rigorosa applicazione delle normative in materia di sicurezza sul lavoro.
L’infortunio solleva interrogativi urgenti riguardo alla corretta manutenzione delle attrezzature di sollevamento, alla formazione specifica degli operatori e alla verifica costante delle procedure operative.
La prevenzione degli incidenti non può essere delegata alla mera conformità formale, ma richiede un impegno attivo e consapevole da parte di tutti gli attori coinvolti: datori di lavoro, dirigenti, responsabili della sicurezza e lavoratori.
Il Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (ASL) di Ascoli Piceno ha immediatamente avviato un’indagine approfondita per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto, accertando le responsabilità e individuando eventuali mancanze che abbiano contribuito al tragico evento.
L’inchiesta mira a fornire risposte alla famiglia della vittima e a prevenire il ripetersi di simili drammi, garantendo un ambiente di lavoro più sicuro e protetto per tutti.
La memoria dell’uomo, e il dolore della sua famiglia, devono tradursi in un rinnovato impegno per la sicurezza e la tutela della vita umana.








