Ritorna l’eco del silenzio invernale a Ussita, segnata dall’appuntamento con “Croc Inverno”, la micro-rassegna cinematografica dedicata alla montagna, promossa dall’associazione “Cosa accade se abitiamo (Casa)” e ancorata al Rifugio Casali.
La terza edizione, un faro culturale nel cuore del Maceratese, si svolgerà dal 23 gennaio al 6 marzo, illuminando con immagini e parole la frazione di Casali, arroccata a mille metri di altitudine sotto la maestosa presenza del Monte Bove.
Nata come naturale evoluzione invernale del festival Croc, la rassegna si è progressivamente affermata, delineando un’identità precisa e coerente.
Più che un semplice ciclo di proiezioni, “Croc Inverno” si configura come un vero e proprio laboratorio culturale, un punto di incontro tra cinema documentario, dibattiti partecipati e riflessioni approfondite.
L’obiettivo è esplorare le complesse dinamiche che plasmano l’ambiente montano, analizzando criticamente le politiche estrattive, onorando la memoria dei luoghi e interrogandosi sul futuro dell’Appennino.
Ogni serata, a partire dalle ore 19:30, offre un’esperienza completa: una cena preparata con cura dal Rifugio Casali, un’occasione per degustare birre artigianali locali, che risvegliano i sensi, e successivamente, alle 21:00, la proiezione del film scelto, seguita da un confronto aperto con ospiti privilegiati, esperti e testimoni diretti.
L’inaugurazione, il 23 gennaio, sarà dedicata a “Il Grande Gioco.
Milano-Cortina: il rovescio delle medaglie”, un’occasione per ascoltare le voci degli attivisti del Comitato “Insostenibili Olimpiadi” e riflettere sulle implicazioni socio-ambientali di grandi eventi.
Il 6 febbraio, “La Teleferica”, diretto da Romina Zago e arricchito dall’apporto storico di Augusto Ciuffetti, trasporterà il pubblico in un viaggio emozionante nella memoria della Maremma dei minatori, un’immersione nelle storie di uomini e donne che hanno segnato il territorio con il loro lavoro.
Il 20 febbraio, “L’Ultima Neve” affronterà temi cruciali come il terremoto che ha colpito l’Appennino e i conflitti che spesso si innescano in alta quota, sollecitando una riflessione urgente sulla resilienza delle comunità montane e la necessità di politiche di ricostruzione che tengano conto delle specificità locali.
La rassegna si concluderà il 6 marzo con “500 anni dopo: la rinascita di un simbolo della montagna”, un omaggio commovente alla memoria, un invito a riscoprire il valore del patrimonio culturale e a celebrare la capacità di resilienza di un territorio segnato dalla storia.
“Croc Inverno” si propone, dunque, non solo come un ciclo di proiezioni cinematografiche, ma come un’occasione unica per comprendere, interpretare e valorizzare l’identità profonda dell’Appennino e delle sue comunità.









