A Pievefavera, frazione di Caldarola, un’eco di speranza e di resilienza si fa più forte: il presepe vivente, fiore all’occhiello della comunità maceratese, è risorto dopo un decennio di silenzio.
Un vuoto lasciato dalle ferite del sisma del 2016, poi aggravate dalla pandemia, che hanno temporaneamente spento questa vibrante espressione di fede e identità culturale.
La ripresa è il frutto di un’iniziativa coraggiosa, nata dall’entusiasmo di un gruppo di giovani, che hanno saputo trascinare con sé la Pro Loco di Cessapalombo, il Comune di Caldarola e l’intera comunità.
Oltre mille seicento visitatori hanno affollato la rappresentazione, testimoniando l’importanza cruciale che un evento di questa portata riveste per la regione.
Centoquaranta figuranti, un esercito di volontari, hanno dato vita a un affresco storico e religioso di profonda suggestione.
La narrazione, più che una semplice rievocazione della natività, si è dispiegata attraverso scene di vita quotidiana nell’antica Palestina, offrendo uno sguardo inedito sui costumi, le professioni e le dinamiche sociali dell’epoca.
Dall’annunciazione, colta in tutta la sua sacralità, al vivace brulicare del mercato, passando per le botteghe artigiane e l’austera presenza dei soldati romani, con il loro imponente tempio dedicato a Erode, fino all’accogliente atmosfera della locanda e alla sacra nascita di Gesù.
Ogni dettaglio è stato curato con meticolosa attenzione, arricchito da un’illuminazione soffusa, da musiche evocative, dalla presenza di animali da cortile e dalla degustazione di prodotti tipici locali, un vero e proprio viaggio sensoriale nel cuore delle tradizioni maceratesi.
L’evento non è solo una festa, ma un potente simbolo della capacità di una comunità di rialzarsi dalle proprie difficoltà, di preservare la propria memoria e di proiettarsi verso il futuro con rinnovato ottimismo.
Come sottolinea il sindaco Giuseppe Fabbroni, il presepe vivente è la celebrazione di un tessuto sociale coeso, radicato nella propria storia e proiettato verso la ripartenza.
Un plauso speciale è rivolto ai giovani di Pievefavera, veri artefici di questa rinascita culturale.
La presenza della sottosegretaria alla Presidenza della Giunta Regionale Silvia Luconi e del presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri Giampiero Feliciotti, testimonia l’importanza strategica di iniziative di questo tipo per la riqualificazione del territorio.
La ricostruzione non è solo materiale, fatta di muri e di edifici, ma soprattutto immateriale, fatta di valori, di identità e di legami comunitari.
Il presepe vivente rappresenta un tassello fondamentale in questo percorso di rinascita, un segnale di speranza per un futuro più luminoso.
L’appuntamento conclusivo è fissato per il 4 gennaio alle ore 15, un ultimo, emozionante omaggio a una tradizione che si rinnova e che continua a vivere nel cuore della comunità.

