Artigianato Ancona: Stabilità Fragile e Appello per il Futuro

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L’analisi dei dati relativi al tessuto artigianale attivo nella provincia di Ancona, nei primi nove mesi del 2025, rivela uno scenario di relativa stabilità, sebbene fragile.

Il saldo delle imprese artigiane si attesta a -21 unità rispetto all’anno precedente (-0,2%), un dato che, pur negativo, si discosta significativamente dalla performance regionale, segnata da un calo più marcato dello 0,8% (-324 imprese).
Queste rilevazioni, elaborate congiuntamente dai centri studi di Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro Urbino e Cna Territoriale di Ancona, impongono una riflessione approfondita sulle dinamiche che governano la vitalità imprenditoriale del territorio.
Il quadro a livello regionale mette in luce una polarizzazione: il settore secondario, che comprende l’industria manifatturiera, subisce la contrazione più severa (-327 imprese, pari al -3,1%), mentre il terziario, pur in calo (-46 imprese, -0,3%), mostra una maggiore resilienza.
In provincia di Ancona, si registra una nota positiva nel comparto delle costruzioni, con una crescita dell’1,1%, probabilmente alimentata dall’impatto dei recenti incentivi statali e dalla conseguente accelerazione dei progetti in corso.

Al contrario, il manifatturiero, spina dorsale dell’economia artigiana locale, evidenzia una perdita di 59 imprese, con particolare sofferenza nei settori dell’abbigliamento, della meccanica di precisione e della lavorazione del legno – filiere tradizionali che si confrontano con sfide competitive globali e trasformazioni tecnologiche rapide.
Di fronte a questo scenario, Marco Pierpaoli (Confartigianato) e Massimiliano Santini (Cna) lanciano un appello al Parlamento, sollecitando l’approvazione definitiva del disegno di legge sulle PMI e l’immediata revisione della legge quadro sull’artigianato.

L’urgenza è quella di creare un contesto favorevole, con accesso al credito agevolato, sostenuto da meccanismi innovativi come il Confidi Unico, per superare le criticità attuali.

Tuttavia, la sostenibilità del sistema imprenditoriale artigiano, secondo Pierpaoli e Santini, si fonda imprescindibilmente sul rinnovamento generazionale.

La trasmissione del sapere e la creazione di nuove opportunità per i giovani, attraverso percorsi formativi mirati e inserimenti lavorativi concreti, rappresentano la chiave per garantire la continuità e l’evoluzione del patrimonio artigianale italiano.

Cna e Confartigianato ribadiscono la necessità di un “patto educativo e produttivo” che coinvolga attivamente scuola, impresa e istituzioni, promuovendo un approccio integrato e orientato al futuro.

La reintroduzione della decontribuzione per l’apprendistato e l’istituzione di un tavolo di confronto permanente tra i diversi attori del territorio sono considerate misure prioritarie.

Si accolgono con favore l’estensione della Transizione 5.0 fino al 2028 e l’attenzione governativa verso le domande di finanziamento già presentate.

Tuttavia, si sottolinea l’importanza di non escludere le microimprese dall’accesso al credito d’imposta, anche al di sotto della soglia dei 500mila euro, a rischio di compromettere la loro capacità di investimento e crescita.

La salvaguardia delle microimprese, spesso cuore pulsante del tessuto artigianale locale, è quindi una condizione imprescindibile per la ripresa e la prosperità dell’intero settore.

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