L’assessore regionale al Lavoro, Tiziano Consoli, ha espresso con forza, durante il tavolo tecnico indetto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) in merito a Beko Europe BV, un’esigenza imprescindibile di garanzie concrete per il tessuto economico e sociale del territorio.
L’incontro, focalizzato sul monitoraggio dell’Accordo Quadro del 14 aprile 2025 tra Beko e le rappresentanze sindacali, ha visto Consoli sollevare questioni cruciali legate all’attuazione del Piano Industriale 2025-2027.
L’attenzione non si è limitata alla mera verifica del rispetto delle scadenze previste.
L’assessore ha insistito sulla necessità di un’implementazione responsabile del piano, che preservi, e se possibile incrementi, la competitività della produzione locale.
Si è sottolineata, in particolare, la centralità di un approccio che tenga conto delle specificità del contesto territoriale, evitando logiche di mero trasferimento di attività che potrebbero compromettere la stabilità occupazionale e la vitalità industriale.
Il nodo cruciale risiede nella salvaguardia del capitale umano.
Mantenere l’attuale forza lavoro, attraverso politiche di riqualificazione professionale e di aggiornamento delle competenze, è stato definito un imperativo categorico.
L’innovazione tecnologica, seppur inevitabile e auspicabile, non deve tradursi in una riduzione del personale, ma in un’opportunità per valorizzare le risorse umane esistenti, dotandole delle competenze necessarie per affrontare le sfide del futuro.
L’assessore ha inoltre richiamato l’importanza di un’attenta valutazione dell’impatto economico-sociale delle scelte strategiche di Beko, invitando l’azienda a collaborare attivamente con le istituzioni locali e le parti sociali per individuare soluzioni condivise e sostenibili.
La trasparenza e il dialogo continuo sono stati presentati come strumenti fondamentali per costruire un rapporto di fiducia reciproca e per prevenire eventuali conflitti.
Il monitoraggio dell’Accordo Quadro, pertanto, non si configura come un mero adempimento burocratico, ma come un processo dinamico e partecipativo, volto a garantire che il Piano Industriale 2025-2027 contribuisca effettivamente alla crescita e allo sviluppo del territorio, nel rispetto dei diritti dei lavoratori e della valorizzazione del Made in Italy.
L’impegno del Ministero, della Regione e delle parti sociali è quello di vigilare affinché gli obiettivi siano raggiunti, con un’attenzione particolare alla coesione sociale e alla sostenibilità ambientale.







