Erap Marche: il futuro dell’edilizia residenziale pubblica a rischio?

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Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica (ERP) nelle Marche, gestito da Erap Marche, configura un sistema complesso e articolato, cruciale per l’accesso all’abitazione di una porzione significativa della popolazione regionale.

I dati recenti, elaborati da Nomisma sotto la guida di Chiara Pellizzoni e presentati nel contesto del convegno “Il Diritto all’Abitare nelle Marche: Quale futuro?”, delineano una fotografia impattante: Erap Marche amministra un totale di 15.947 alloggi, di cui una quota preponderante, pari al 70%, risulta di proprietà diretta.
Un aspetto fondamentale emerge dall’analisi del parco immobiliare: una porzione consistente, il 46,7% (equivalente a 7.441 unità abitative), presenta caratteristiche anagrafiche che la collocano in una fascia temporale compresa tra il 1975 e il 1990, indicando un fabbisogno strutturale di interventi di adeguamento sismico, energetico e di riqualificazione generale.
Questa vetustà solleva interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine del patrimonio e sulla necessità di investimenti mirati per garantire la sua fruibilità e sicurezza.
La distribuzione geografica degli alloggi ERP rivela dinamiche territoriali significative.

La città di Ancona si conferma come il polo attrattivo principale, gestendo più di un terzo del patrimonio totale (37,3%), riflesso di una maggiore concentrazione demografica e di esigenze abitative più pressanti.

Pesaro e Macerata occupano posizioni rilevanti, rispettivamente con il 29,5% e il 19,2% del totale, evidenziando la loro importanza nel sistema regionale.

Ascoli Piceno e Fermo, con percentuali inferiori (7,3% e 6,7%), mostrano una minore incidenza dell’ERP rispetto alle città principali, suggerendo potenziali disparità nell’accesso all’abitazione sociale.

L’iniziativa del convegno, organizzata in collaborazione con le rappresentanze sindacali degli inquilini (Sunia, Sicet e Uniat Marche), Anci Marche e il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, sottolinea la sensibilità delle istituzioni e delle parti sociali verso la questione abitativa.
Il dibattito aperto dal convegno invita a riflettere sulle sfide future, quali l’evoluzione delle politiche abitative, la gestione sostenibile del patrimonio esistente, la risposta ai bisogni emergenti (come l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle famiglie mononucleari, e le nuove forme di lavoro) e la necessità di un coordinamento efficace tra i diversi attori coinvolti, per assicurare un diritto all’abitazione equo e accessibile a tutti i cittadini marchigiani.
Il sisma 2016, inoltre, pone l’urgenza di una ricostruzione non solo fisica ma anche sociale, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili della popolazione.

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