Il panorama occupazionale marchigiano nel primo semestre del 2025 rivela dinamiche complesse e in parte dissonanti rispetto al contesto regionale e nazionale.
Le stime del Centro studi Uil Marche, basate sui dati Istat, indicano una forza lavoro complessiva di 653.000 unità, con un incremento dello 0,6%.
Sebbene positivo, questo dato si posiziona al di sotto della crescita registrata nel Centro Italia (+0,8%) e, soprattutto, a fronte di un andamento nazionale che segna un più robusto aumento dello 0,9%.
L’analisi più significativa emerge dalla variazione del tasso di occupazione, che si contrae dello 0,5%.
Questa flessione rappresenta una anomalia, poiché contrasta nettamente con la tendenza positiva osservata nel Centro Italia (+0,1%) e a livello nazionale (+0,4%).
La divergenza suggerisce la presenza di fattori specifici che influenzano il mercato del lavoro marchigiano, richiedendo un’indagine più approfondita per comprenderne le cause.
Il quadro si fa più articolato se si esaminano le componenti della forza lavoro.
L’incremento occupazionale è in gran parte imputabile alla crescita del lavoro autonomo, che registra un aumento di 12.000 unità.
Questo dato, pur indicando una maggiore propensione all’autoimprenditorialità, non compensa la diminuzione dei dipendenti, che si attesta a -8.000 unità, pari a una contrazione dell’1,6%.
Questa riduzione del posto di lavoro dipendente potrebbe riflettere ristrutturazioni aziendali, passaggio a forme contrattuali più flessibili o, potenzialmente, una diminuzione degli investimenti in settori chiave dell’economia regionale.
A completare il quadro, un aumento dei disoccupati di 4.000 unità (+10%) si discosta ulteriormente dalla tendenza generale.
Mentre nel Centro Italia e a livello nazionale si registra una diminuzione della disoccupazione (-4% e -0,5% rispettivamente), nelle Marche si assiste a un incremento.
Questa divergenza potrebbe essere legata a difficoltà di inserimento lavorativo per specifiche categorie di lavoratori, a una scarsa corrispondenza tra l’offerta formativa e le richieste del mercato del lavoro locale, o a fattori congiunturali che impattano sulla domanda di lavoro in settori strategici.
In sintesi, l’analisi del mercato del lavoro marchigiano nel primo semestre 2025, pur evidenziando una crescita complessiva degli occupati, solleva interrogativi sulle cause della diminuzione del tasso di occupazione e dell’aumento della disoccupazione, dinamiche che si discostano significativamente dalle tendenze regionali e nazionali.
Un’analisi più dettagliata, che tenga conto delle specificità settoriali e demografiche, si rende necessaria per formulare politiche efficaci di supporto all’occupazione e di sviluppo economico sostenibile per le Marche.

