La stagione congressuale della Uil Marche si inaugura a Cagli (Pesaro Urbino) il 15 gennaio, un segnale di apertura e ascolto rivolto al cuore del territorio, preludio al congresso regionale previsto per l’11 e il 2 maggio a Senigallia.
Questa iniziativa, che vedrà lo svolgersi di oltre ottanta incontri in tutta la regione, non si configura come una mera sequenza di eventi, bensì come un percorso partecipativo volto a delineare un’agenda sindacale rinnovata e profondamente radicata nelle esigenze delle comunità locali.
L’incontro inaugurale, intitolato “Restare, tornare, vivere: la sfida demografica nelle aree interne”, pone al centro un tema cruciale per il futuro delle Marche: la tenuta socio-economica dei territori marginali, spesso penalizzati da fenomeni di spopolamento e carenza di servizi essenziali.
Il dibattito si concentrerà sulle opportunità per i giovani, sul diritto allo studio, sull’accesso a servizi sanitari e infrastrutture, e sulle strategie per contrastare lo spopolamento, con un’attenzione particolare al ruolo delle istituzioni locali.
La presenza di sindaci come Alberto Alessandri (Cagli), Maurizio Gambini (Urbino), Pierluigi Grassi (Acqualagna) e Alessandro Piccini (Cantiano) sottolinea l’importanza di una collaborazione sinergica tra sindacato e amministrazioni comunali.
Il programma prevede una fitta rete di appuntamenti successivi, dislocati in diverse località regionali: Monteprandone, Jesi, Petritoli, Monte Urano e Pesaro, ciascuno dedicato a un tema specifico e volto a coinvolgere attivamente le comunità locali.
Come sottolinea la segretaria generale Claudia Mazzucchelli, questa iniziativa congressuale è stata concepita come un’occasione per costruire un “patto territoriale diffuso”, un accordo esplicito che valorizzi le specificità di ogni area e le integri in una visione regionale unitaria.
Questo approccio partecipativo mira a superare le tradizionali dinamiche sindacali, aprendo un dialogo costruttivo con iscritti, delegati, cittadini, istituzioni e corpi intermedi.
L’obiettivo è creare una visione condivisa sul futuro delle Marche, affrontando temi cruciali quali lavoro, sicurezza, salute, sviluppo economico e sociale.
La Uil Marche si impegna a raccogliere e a recepire tutti i contributi emersi durante questi incontri, garantendo la massima trasparenza e la pubblicazione di un documento finale che rappresenti l’eredità di questo percorso partecipativo e che guidi le future politiche sindacali, proiettando il congresso non come un evento conclusivo, ma come un punto di partenza per un impegno concreto e duraturo a favore del benessere e dello sviluppo sostenibile delle Marche.
Si tratta di un’opportunità per ri-immaginare il ruolo del sindacato come motore di cambiamento sociale e come voce autorevole per le comunità locali.

