La recente estensione della Zona Economica Speciale (Zes) alle regioni Marche e Umbria rappresenta un’opportunità cruciale per lo sviluppo economico del territorio, ma necessita di un’implementazione ponderata e partecipata per evitare di disperdere risorse e generare risultati effimeri.
La Cgil Marche, esprimendo un punto di vista condiviso a livello nazionale, sottolinea con forza l’importanza di superare un approccio indiscriminato e adottare misure mirate, capaci di intercettare specifiche esigenze e di catalizzare investimenti strategici.
L’auspicio non è semplicemente quello di attrarre nuove imprese o di espandere quelle esistenti, ma di promuovere un cambiamento strutturale e duraturo.
Si tratta di stimolare l’innovazione, favorire la creazione di posti di lavoro di qualità e ridurre il divario economico con le aree più sviluppate del Paese.
Tuttavia, l’efficacia di tali interventi dipende in modo determinante dalla capacità di indirizzare le risorse verso settori chiave, come l’industria manifatturiera ad alto valore aggiunto, l’economia circolare, le energie rinnovabili e le filiere agroalimentari di eccellenza, valorizzando al contempo le peculiarità e le competenze del tessuto produttivo locale.
Un elemento imprescindibile per il successo della Zes è l’istituzione di un tavolo di confronto permanente, un vero e proprio spazio di dialogo e condivisione tra le parti sociali (sindacati, associazioni datoriali), le istituzioni accademiche (università e centri di ricerca) e gli attori economici del territorio.
La presente assenza di un organismo di questo tipo, a livello regionale, costituisce una grave lacuna, poiché preclude la possibilità di raccogliere contributi preziosi e di orientare le politiche di sviluppo in modo coerente con le reali esigenze del territorio.
La cabina di regia nazionale, pur esistente, risulta insufficiente a garantire un coinvolgimento effettivo degli stakeholders locali.
La Cgil Marche insiste affinché questo spazio di dialogo diventi operativo al più presto, affinché le proposte, le conoscenze e le capacità del tessuto regionale possano essere pienamente integrate nella definizione delle strategie di sviluppo.
Il potenziale delle Marche, in termini di competenze specialistiche, di capacità di innovazione e di spirito imprenditoriale, è significativo e merita di essere valorizzato in modo sistematico e partecipato.
Solo attraverso un approccio inclusivo e condiviso sarà possibile trasformare la Zes in uno strumento concreto per la crescita economica e la creazione di opportunità per tutti i cittadini.
La sfida è complessa, ma le opportunità che si presentano sono troppo importanti per essere sprecate.









