La recente presentazione della Zona Economica Speciale Unica per le Marche ha chiarito un punto cruciale, spesso fonte di incomprensioni: la piena inclusione dei territori di Pesaro e Ancona nel percorso di semplificazione amministrativa, distinto dall’accesso al credito d’imposta.
Giosy Romano, coordinatore della struttura missione Zes Unica, ha disquisito su questa distinzione, evidenziando come la questione del credito d’imposta sia legata a una precedente normativa (una carta degli aiuti di Stato del 2021) antecedente alla definizione formale dello status di Zes per il territorio marchigiano.
La semplificazione, elemento cardine per attrarre investimenti e stimolare la crescita economica, è un processo universale applicabile a tutte le aree comprese nella Zes Unica.
Romano ha illustrato con un esempio concreto la differenza tra i tempi necessari per la realizzazione di un’attività produttiva in un’area non idonea dal punto di vista urbanistico.
L’iter tradizionale, che implica una complessa variante al piano urbanistico, si protrae per anni, generando incertezza e frenando l’iniziativa imprenditoriale.
La procedura di autorizzazione unica, già sperimentata con successo in altre regioni, invece, permette di accelerare drasticamente i tempi, con effetti immediati e prevedibili.
L’esperienza di altre regioni che hanno adottato il modello di autorizzazione unica è eloquente: oltre 920 autorizzazioni rilasciate hanno favorito investimenti per un valore complessivo di 30 miliardi di euro, traducendosi nella creazione di 41.000 nuovi posti di lavoro.
Questi dati concreti testimoniano l’efficacia del sistema e prefigurano un impatto positivo altrettanto significativo anche nelle Marche, agevolando l’insediamento di nuove imprese, la modernizzazione di quelle esistenti e, conseguentemente, la creazione di opportunità occupazionali e la crescita economica complessiva del territorio.
L’obiettivo è trasformare la Zes Unica in un vero e proprio motore di sviluppo, capace di attrarre capitali, competenze e innovazione, contribuendo a rafforzare la competitività delle Marche nel contesto nazionale ed europeo.

