La recente imposizione del commissariamento della federazione Europa Verde Pesaro da parte dell’esecutivo regionale, un atto deciso il 15 dicembre, ha generato una reazione puntuale e articolata da parte dell’assessora Maria Rosa Conti, affiancata dalla consigliera Adriana Fabbri.
La loro posizione, lungi dall’essere una semplice espressione di opinioni individuali, si radica saldamente nel mandato elettorale ricevuto dagli elettori che compongono il 20% della lista Avs di Pesaro.
Questa circostanza preclude qualsiasi possibilità di esprimersi a titolo personale, poiché la loro presenza e le loro parole rappresentano la volontà popolare che le ha investite di tale responsabilità.
L’attenzione non dovrebbe concentrarsi, secondo Conti, sulla legittimità del loro intervento, ma piuttosto sull’opacità e le motivazioni che hanno guidato la nomina dei commissari.
Un esecutivo regionale, eletto anche grazie alle 185 tessere cittadine della lista Avs, rispetto alle sole cinque riscontrate nel 2019, ha approvato questa decisione.
La scelta di Sabrina Santelli, segretaria regionale dal 2021, assume connotati particolarmente problematici alla luce del suo track record elettorale costellato di insuccessi, come le elezioni regionali del 2020 e del 2025, e le sconfitte nelle competizioni comunali di Fano, Urbino e Pergola.
L’auspicio di un’autocritica costruttiva, volto a comprendere le cause di tali esiti, è stato disatteso con l’imposizione del commissariamento, colpendo paradossalmente l’unica città in cui Europa Verde ha ottenuto una vittoria.
L’ombra del dubbio si allunga sulla reale intenzione alla base di questa decisione: si tratta forse di un tentativo di sabotare il lavoro svolto fino ad oggi? Il programma politico, frutto di una collaborazione intensa con il sindaco Andrea Biancani, che si concentra in particolare sui temi ambientali, risulta essere in larga misura identico a quello sottoscritto da quattro membri dello stesso esecutivo regionale a sostegno della candidatura di Matteo Ricci alle elezioni regionali.
Questa convergenza solleva interrogativi significativi sulla coerenza e la trasparenza delle azioni intraprese.
Le scelte operative, come quella riguardante la gestione dei rifiuti, sono state sempre orientate verso la soluzione più vantaggiosa per i cittadini, testimonianza di un approccio pragmatico e responsabile.
La richiesta è dunque chiara: permettere alla lista Avs di proseguire il proprio lavoro, nel rispetto dei principi democratici che riconoscono all’elettorato il ruolo di giudice supremo.
L’urna, infatti, rappresenta l’espressione più autentica e diretta della volontà popolare, e qualsiasi decisione che ne comprometta il significato dovrebbe essere attentamente valutata e motivata.
Un approccio diverso, improntato al dialogo e alla collaborazione, potrebbe rivelarsi più efficace nel perseguire obiettivi condivisi e nel rafforzare il tessuto democratico del territorio.

